Il Secolo: “La forza della gavetta in dote alla Samp. Brunori, la voglia di chi viene da lontano”

«Passi tutto il giorno a disegnare quella barchetta ferma in mezzo al mare e non ti butti mai». La citazione di Brunori Sas diventa la chiave narrativa perfetta per raccontare la scelta di Matteo Luigi Brunori. L’attaccante ha deciso di buttarsi davvero, lasciando Palermo per attraversare il mare e approdare a Genova, sponda blucerchiata. Una decisione di rottura, raccontata da Fabio Marsiglia su Il Secolo di Genova, che segna la fine di una comfort zone diventata ormai priva di stimoli.

Brunori ha scelto di cambiare quando ha capito di aver perso centralità nel progetto tecnico rosanero. Non è un profilo che si accontenta della panchina: la sua carriera, del resto, è un lungo viaggio dal calcio dilettantistico fino alle soglie della Serie A, sempre sfiorata ma mai realmente conquistata. Come sottolinea Il Secolo di Genova, a firma Fabio Marsiglia, la Sampdoria rappresenta una sfida complicata ma affascinante, in parte scritta nel destino, già dal momento in cui Roberto Mancini lo convocò per uno stage azzurro nel dicembre 2022.

L’addio a Palermo non è stato improvviso. Già nell’estate 2024 e poi in quella del 2025, Brunori era stato accostato a diverse squadre di A e B. Eppure era rimasto, nonostante qualche incomprensione con la tifoseria. Arrivato nel 2021 come attaccante che non aveva mai superato quota 15 gol tra i professionisti, in Sicilia ha riscritto la propria carriera: tre stagioni consecutive sopra quella soglia e un apice indimenticabile nel 2021/22, con 25 reti e la promozione in Serie B sotto la guida di Baldini. Numeri che gli valsero la fascia da capitano, oggi destinata a restare a Palermo. Un passaggio ricordato anche da Fabio Marsiglia sulle colonne de Il Secolo di Genova.

La storia di Brunori, però, è fatta di partenze continue. Nato nel 1994 a Macaé, in Brasile, da genitori italiani, torna in Italia dopo un solo anno di vita. Cresce in Umbria, esordisce giovanissimo con il Foligno e inizia un lungo peregrinare fatto di prestiti, occasioni mancate e numeri deludenti. Reggiana, Pro Patria, Messina: il gol sembra smarrirsi, fino alla scelta radicale di scendere in Serie D al Villabiagio. Lì, sotto la guida di Cocciari, segna 23 reti e risale la corrente. È l’inizio della rinascita, come ricostruisce Il Secolo di Genova firmato da Fabio Marsiglia.

Da Arezzo all’altalena tra Pescara, Juve U23 ed Entella, Brunori capisce che per emergere deve ancora reinventarsi. La vera svolta arriva di nuovo in Sicilia, con Baldini, l’altro allenatore capace di cambiargli la carriera. Con Inzaghi, invece, il feeling non è sbocciato: Pohjanpalo gli ha tolto spazio, costringendolo a rimettersi in discussione. Ma Brunori ha imparato a fare anche la seconda punta e il trequartista, ampliando il proprio bagaglio.

Ora la Sampdoria. A Genova ritroverà Coda, altro attaccante che si è costruito dal basso. Insieme potranno convivere, condividendo lo stesso obiettivo: prima la salvezza, poi — chissà — quella Serie A che entrambi hanno soltanto sfiorato. Un nuovo mare da attraversare, senza più restare fermi a disegnarne i confini.