Abodi: «Bisogna rafforzare il calcio italiano, non quello degli stranieri. Malagò…»

premio internazionale 'Il bello del calcio'

An Milano 17/11/2014 - premio internazionale 'Il bello del calcio' / foto Andrea Ninni/Image Sport nella foto: Andrea Abodi

Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, affrontando diversi temi legati al futuro del calcio italiano e alle possibili riforme del sistema federale.

Sull’attesa per un nuovo corso alla guida del movimento, Abodi ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni: «È l’auspicio di tutti noi, è il senso di una collaborazione fra le istituzione per un interesse comune. Abbiamo tutti una maglia, che è quella della nazionale, adesso vediamo di utilizzare bene, nel rispetto dei propri ruoli, questi primi mesi che normalmente sono i mesi della luna di miele. Sono pronto ad ascoltare quello che è il programma operativo, mi aspetto qualcosa dal calcio. Vedremo cosa si potrà fare insieme».


Il ministro ha poi confermato un imminente confronto istituzionale: «C’è un incontro domani in programma con il presidente Malagò, parleremo di temi che conosciamo molto bene e trattiamo da anni. Mi auguro ci siano le condizioni per fare riforme importanti».

Spazio anche al tema della Nazionale e della guida tecnica: «Quella è una prerogativa del presidente federale. Qualunque CT andrà bene, perché sarà il CT della nazionale azzurra».

Abodi ha poi ribadito la necessità di un cambio di approccio strutturale: «Bisogna avere un disegno tecnico sportivo. Bisogna avere un’organizzazione che mi auguro possa essere determinata da un assetto nuovo del Club Italia, con il settore tecnico, Coverciano e il settore giovanile scolastico. Credo che si debba partire da qua».

Sul metodo di lavoro e sulle riforme del sistema, il ministro ha aggiunto: «Io preferisco anche avere un po’ meno consenso ma creare le condizioni perché le cose che si devono fare si facciano. Dai temi bisogna passare alle soluzioni».

Infine, un passaggio sul tema dei vivai e del calcio italiano: «Per i settori giovanili e per i giovani italiani noi faremo la nostra parte, ma mi aspetto che vengano riportati a livelli storici i premi di formazione. L’obiettivo è comune: ridare dignità al calcio italiano».

Chiusura dedicata al rapporto tra FIGC e Serie A: «Mi auguro che questo presidente sia stato designato per rafforzare il calcio italiano e non il calcio dei calciatori stranieri».