Novellino: «Il Palermo merita la Serie A. Bisogna puntare sui giovani»
Walter Alfredo Novellino, intervistato da Franco Esposito sul Corriere dello Sport, analizza il momento del calcio italiano, soffermandosi sulla crescita dei giovani, sul ruolo dei settori giovanili e sulle grandi piazze che faticano a tornare ai massimi livelli. L’ex allenatore, protagonista di sei promozioni in carriera, indica anche il Palermo tra le società che meritano di tornare in Serie A.
Novellino individua nella ricerca del risultato immediato uno dei principali ostacoli alla crescita dei giovani.
«Perché le società vogliono vincere subito. E non si insegna più a saltare l’uomo».
Secondo l’ex tecnico serve tornare a valorizzare la tecnica individuale.
«Vogliamo farli diventare subito giocatori. Li mandiamo in C e in B a farsi le ossa, ma dovrebbero avere spazio in Serie A».
Parlando del futuro del calcio italiano, Novellino promuove il nuovo corso della Figc.
«Meno male che ora c’è Malagò. Ha ottenuto ottimi risultati da dirigente. Bisogna tornare a insegnare ai ragazzi a giocare la palla e a dribblare. Servono uomini di calcio, come Maldini. Ci dovrebbero essere almeno sei italiani in ogni squadra».
L’ex allenatore sottolinea poi come il problema non riguardi la qualità dei giovani, ma il tempo che viene loro concesso.
«Siamo come la Formula Uno: quando si rompe il motore non vediamo dove c’è stato il guasto. Ai calciatori bisogna dare il tempo di maturare».
Ricordando gli insegnamenti ricevuti dai grandi tecnici del passato, aggiunge:
«Ulivieri mi diceva: “Punta l’uomo per liberare il tuo compagno”. Mazzone e Castagner la pensavano allo stesso modo. Liedholm? Era il numero uno: guai a buttare via il pallone».
Novellino evidenzia come i risultati delle Nazionali giovanili non bastino se poi manca continuità nel percorso.
«Perché non ci sono tecnici come Baldini e Bollini. Bisogna avere pazienza».
E la pazienza, secondo lui, deve partire dai club.
«Devono essere le società a imporre che i giovani giochino. Noi a Perugia abbiamo tanti ragazzi interessanti come Dottori e Rondolini e Giovanni Tedesco li utilizzerà».
Tra i modelli da seguire nelle categorie inferiori indica il Catanzaro.
«Il Catanzaro mi piace tanto. È la novità assoluta».
Novellino dedica poi un pensiero a Luciano Gaucci.
«Devo dirgli solo grazie. Mi ha fatto diventare allenatore. È stata una persona straordinaria».
Infine, parlando delle grandi piazze storiche del calcio italiano, cita anche il Palermo.
«Forse manca un progetto. Bisogna puntare sui giovani, invece si pretende subito il risultato. Bari, Palermo, Catania, Perugia e Salerno meritano di tornare nel calcio che conta».
