Monza, Bianco: «Playoff bellissimi. La Serie B è spietata, può succedere di tutto»

palermo monza 0-3 (118) (1) Bianco

Intervistato ai microfoni del podcast Sky Calcio Unplugged, l’allenatore del Monza, Paolo Bianco, ha ripercorso la stagione dopo la vittoria dei playoff di Serie B con conseguente promozione in Serie A.

«Sono stati dei play-off bellissimi – ha dichiarato il tecnico – all’andata a Castellammare abbiamo avuto delle difficoltà. Siamo passati in doppio svantaggio e siamo stati bravi a recuperarla. Nella gara di ritorno abbiamo fatto una bella partita: abbiamo meritato di passare il turno»


Bianco ha poi aggiunto: «In trasferta, al contrario, abbiamo fatto una grandissima prestazione, vincendo 2-0 meritatamente. Al ritorno abbiamo avuto un po’ quel classico braccino corto, come il tennistaA volte è difficile entrare nella testa dei ragazzi»

A fine partita il tecnico si è reso protagonista di un abbraccio con l’allenatore avversario, Alberto Aquilani: «Il mio è stato un gesto spontaneo. Mi piace mettermi nei panni degli altri e in quel momento, se avessi perso una partita del genere, avrei avuto bisogno di un abbraccio di qualcuno»

E sul campionato di Serie B: «Io l’ho fatta 11 anni da calciatore. Questa è la terza esperienza da tecnico in tre posti diversi. Si tratta del campionato più spietato. Puoi partire con delle ambizioni e trovarti in fondo alla classifica. Come lo dimostra anche gli ultimi anni di questa categoria. In A non succede che il Milan, la Juve o l’Inter rischiano di retrocedere. In B può succedere di tutto»

Uno sguardo inoltre sulle difficoltà affrontate nel corso della stagione: «Anche quest’anno in B noi siamo partiti con delle difficoltà. Perché io vengo scelto da una società e il giorno che metto piede a Monzello mi ritrovo un’altra. Quindi paradossalmente sono stato scelto due volte. Anche nella conoscenza con la nuova proprietà c’è voluto un po’ di tempo: è stato un percorso complicato»

Infine, sul futuro: «Dobbiamo ancora ritrovarci con il club per parlare di quello che può essere il prossimo anno. Naturalmente non tutti i ragazzi possono far parte di una squadra che farà la Serie A. Però ci dà tempo per capire. Perché è veramente un cambiamento diverso. L’approccio sarà diverso alle partite».