Sampdoria, Lombardo: «Ho avuto il coraggio di metterci la faccia. Questa salvezza è un lieto fine»
Attilio Lombardo chiude la stagione della Sampdoria con una sconfitta contro la Reggiana ma soprattutto con una salvezza conquistata dopo settimane complicatissime. Nel post partita il tecnico blucerchiato ha analizzato il ko maturato al “Mapei Stadium”, soffermandosi sul proprio futuro e sul percorso vissuto negli ultimi mesi sulla panchina doriana.
L’allenatore della Sampdoria non nasconde il dispiacere per il risultato finale, pur riconoscendo quanto fatto dalla squadra nelle ultime settimane: «Spiace la sconfitta, al di là del fatto che ci siamo salvati la scorsa giornata, era una cosa che non volevo. La squadra ha mostrato qualcosa di buono, avevamo anche la partita sotto controllo ma è bastato un guizzo per far saltare tutto. Il ringraziamento va ai tifosi che fanno sempre sentire l’attaccamento che hanno».
Lombardo ha poi spiegato le scelte di formazione e le difficoltà legate alle assenze: «C’è stata grande volontà, qualcuno non si aspettava di giocare ma hanno risposto abbastanza bene. Un allenatore vuole che i giocatori incidano. Io mi aspetto sempre qualcosa in più da tutti. Non cerco scuse anche se le mancanze sono state di un certo valore. Ho dovuto inventarmi qualcosa e far giocare Palma terzino destro però la squadra, tutto sommato, ha risposto».
Sul proprio futuro in blucerchiato, il tecnico ha preferito non sbilanciarsi: «Il mio futuro è lunedì e martedì quando faremo dei test e saremo a Bogliasco. Non lo so. Ma queste sono domande da fare alla società. Il mio compito non so se l’ho fatto bene, ma ho portato a termine l’obiettivo di questa squadra. Non spetta a me decidere».
L’ex bandiera doriana ha poi parlato anche dell’orgoglio personale provato nel guidare la Sampdoria in uno dei momenti più delicati della sua storia recente: «Di quelli del 1991 sono stato il primo ad essere allenatore della Sampdoria. Godrei molto se ci fosse la disponibilità ma sono contento e fiero che mi sia capitato ad una certa età. Chi pensava che il sottoscritto non potesse fare l’allenatore l’ho fatto ricredere».
Tra i momenti più intensi vissuti da tecnico, Lombardo ha ricordato la prima riunione fatta con la squadra dopo la pesante contestazione di Frosinone: «Ho disegnato su un foglio bianco un grande cuore e dentro questo cuore ho messo tutti i nomi dei giocatori della Sampdoria. Ho detto che tutti noi dovevamo rimanere dentro questo cuore. La cosa più bella ed irripetibile è stata sentire tutto lo stadio scandire il mio nome. È stato da brividi».
Infine, un messaggio forte sul senso di appartenenza e sul futuro del club: «Il messaggio che deve passare a chiunque arriverà è far sentire il senso di appartenenza a questa maglia. Questa maglia non deve pesare ma girare con onore per tutta l’Italia».
Lombardo ha poi ringraziato tutto l’ambiente blucerchiato, dai collaboratori allo staff medico, fino ai dipendenti della società: «Io mi portavo il fardello di averci messo la faccia. Qualcuno si è fatto pubblicità ma poi la faccia non ce l’ha messa. Torno indietro ai tanti messaggi quando ho accettato questo passaggio: “Chi te lo fa fare?”. Ed eccomi qua a raccontare una storia a lieto fine».
