Spezia, D’Angelo amareggiato: «Sono compartecipe della retrocessione, abbiamo perso la nostra carica»

d'angelo

Il pareggio dell’Adriatico contro il Pescara condanna anche lo Spezia alla retrocessione in Serie C. Al termine della gara il tecnico ligure Luca D’Angelo ha analizzato con amarezza una stagione conclusa nel peggiore dei modi, assumendosi le responsabilità del fallimento sportivo.

L’allenatore dello Spezia ha commentato la prestazione della squadra contro il Pescara, distinguendo i due tempi della partita: «Il primo tempo non è stato buono, poi nel secondo tempo abbiamo reagito. Le possibilità erano poche, ma ci abbiamo provato».


D’Angelo ha poi parlato del legame costruito negli ultimi anni con l’ambiente spezzino e del dolore per la retrocessione: «Nei due anni precedenti avevamo ottenuto grandi risultati e la gente mi voleva bene. Oggi sono compartecipe di una retrocessione. Sono tre anni che sono a La Spezia e sono dispiaciuto».

Secondo il tecnico, la stagione è stata condizionata anche dalle scorie lasciate dalla mancata promozione dell’anno precedente: «Ad inizio stagione abbiamo fatto degli errori e dovevamo essere più lungimiranti. Abbiamo pagato a caro prezzo la mancata promozione dello scorso anno».

D’Angelo ha individuato soprattutto un errore di valutazione nella gestione dell’annata: «L’errore che abbiamo fatto è stato credere che saremmo riusciti a fare un campionato tranquillo».

Il tecnico ligure ha poi lasciato aperta ogni ipotesi sul proprio futuro: «Parlerò con il presidente e vedremo cosa succederà».

Spazio anche all’autocritica personale dopo la retrocessione: «L’allenatore deve prendersi anche i demeriti quando non si vince. La squadra era buona, ma avevamo inconsciamente perso quella carica agonistica che ci aveva contraddistinto nelle scorse stagioni».

Infine, D’Angelo ha ammesso di non aver seguito i risultati dagli altri campi durante la partita: «Non ho visto le altre gare e non posso giudicare. Avremmo dovuto vincere noi».

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