Milano, escort e calciatori: «Feste anche durante il lockdown». Oltre 70 giocatori coinvolti
Sassuolo fonte LaPresse - Ilovepalermocalcio.com
Un sistema organizzato, continuo e radicato nel tempo, capace di andare avanti persino durante il lockdown. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Milano, riportata da Il Messaggero, che coinvolge un presunto giro di escort e serate di lusso frequentate anche da numerosi calciatori di Serie A.
Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, una delle giovani coinvolte ha raccontato agli inquirenti: «Nel periodo del lockdown a causa del Covid venivano organizzati quasi tutti i giorni eventi di questo tipo e le ragazze avevano rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti». Una testimonianza che ha portato agli arresti domiciliari di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti promotori del sistema, insieme ad altri due collaboratori.
Coinvolti anche calciatori di Inter e Milan
Come evidenzia Il Messaggero, sarebbero almeno settanta i calciatori che avrebbero partecipato alle serate organizzate dall’agenzia. I loro nomi risultano oscurati negli atti e nessuno risulta indagato. Tra loro figurerebbero giocatori di Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona, oltre ad altri sportivi e personaggi facoltosi.
Dalle intercettazioni emergono richieste esplicite e un sistema ben rodato: «C’è un mio amico pilota di Formula 1 che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa». Il giro d’affari coinvolgeva clienti disposti a spendere migliaia di euro per pacchetti completi.
Il sistema: escort, locali e gas esilarante
Come riportato da Il Messaggero, il servizio offerto era «all inclusive»: serate nei locali più esclusivi della movida milanese, escort, camere d’albergo e, in alcuni casi, anche l’utilizzo di gas esilarante, la cosiddetta «droga del palloncino», che non lascia tracce nei controlli antidoping.
Le feste si svolgevano in numerosi locali – tutti estranei all’inchiesta – tra cui Just, Pineta Milano, Dolce & Gabbana Martini, Voya Rooftop e altri punti della “Milano bene”. L’organizzazione curava ogni aspetto logistico, dagli spostamenti alla selezione delle ragazze.
Reclutamento e gestione
Secondo Il Messaggero, la società Ma.De Milano, con sede a Cinisello Balsamo, avrebbe reclutato giovani donne – tra italiane e straniere, spesso tra i 18 e i 30 anni – alcune escort professioniste, altre “ragazze immagine”. Alle ragazze veniva riconosciuto circa il 50% dei compensi, mentre il resto veniva trattenuto dall’organizzazione.
Le giovani alloggiavano nella stessa sede della società, dove – sempre secondo le testimonianze – sarebbe stata presente anche una discoteca abusiva attiva persino durante il lockdown.
Sequestri e indagini
L’operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di oltre 1,2 milioni di euro, ritenuti profitto delle attività illecite. Le accuse comprendono associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre ad autoriciclaggio.
Imbarazzo nel mondo del calcio
L’inchiesta, sottolinea Il Messaggero, rischia di creare forte imbarazzo nel mondo del calcio. Non tanto per profili penali a carico dei giocatori – non indagati – quanto per il quadro che emerge: un sistema diffuso, frequentato da sportivi di alto livello e attivo per anni, che si aggiunge ad altri scandali recenti.
