Longo esalta il Bari dopo il 4-1 con la Reggiana: «È la nostra prestazione migliore»

longo conferenza bari

Dopo la netta vittoria per 4-1 contro la Reggiana, l’allenatore del Bari Moreno Longo ha analizzato la prestazione dei biancorossi nel post partita, esprimendo soddisfazione per la risposta della squadra.

Il tecnico ha sottolineato come quella contro la Reggiana sia stata la miglior prova recente del Bari: «A livello di prestazione, è la migliore di queste dieci partite. Avevamo chiesto una risposta ai ragazzi, non era scontato averla. All’interno la prendiamo con grande equilibrio, non ci siamo buttati a mare dopo la sconfitta di Pescara. Stiamo girando a una media di due punti a gara nelle ultime cinque, riusciamo a stare attaccati a questo gruppone. Quando si giocherà tutto sul filo di lana in ogni partita lo scenario può cambiare».

Longo ha poi parlato dell’importanza di mantenere equilibrio durante la stagione: «L’equilibrio sta nell’evitare i tonfi clamorosi, la partita la puoi perdere ma essendo squadra. Se devo trovare un neo, vi dico l’80% di quello che penso, se dico l’altro 20 possono essere alibi, ma abbiamo cannato sempre la terza partita in una settimana. Non vuole essere un alibi, bisogna capire anche i momenti».


Guardando ai prossimi impegni, l’allenatore biancorosso ha spiegato la sua filosofia: «Per quello che stiamo cercando di creare la prossima deve essere sempre quella più importante, non si possono fare calcoli, se ragioni sulla Carrarese rischi che te ne vanno male due».

Longo si è poi soffermato sulla crescita del giovane Rao: «Sta migliorando in tanti aspetti, nel leggere tante situazioni, anche sui posizionamenti, riesce sempre a ricevere frontalmente. Naturalmente, parliamo di un 2006, deve vivere serenamente perché il calcio va veloce per dare continuità».

Infine, il tecnico ha elogiato l’atteggiamento della squadra nelle due fasi di gioco: «Quando parlo di prestazione parlo di due fasi, sotto l’aspetto del non possesso oggi si vedeva che la squadra era dentro la partita. Non eravamo a quattro metri ma a uno, c’era una aggressività diversa, che permette di poter limitare le giocate dell’avversario ma anche andare in possesso di palla più spesso».

La chiosa finale è dedicata alla mentalità mostrata dalla squadra: «Sicuramente oggi quello che mi porto dietro è che abbiamo anche delle qualità caratteriali, potevamo sprofondare e invece abbiamo reagito. I numeri li conosco, vanno cavalcati anche quando sono positivi e non solo negativi».

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