Vasic guarda avanti: «Crescita e responsabilità, senza limiti»
Il futuro, per Aljosa Vasic, non è un’ossessione ma una direzione da costruire giorno dopo giorno. Alla terza stagione con il Palermo, il centrocampista serbo continua a mostrare una maturità che va oltre l’età anagrafica, come emerge dall’ultima parte dell’intervista rilasciata a Valerio Tripi per la Repubblica Palermo.
«Sono concentrato sul presente, sul migliorare ogni giorno e dare il massimo per il Palermo», spiega Vasic a la Repubblica Palermo. Uno sguardo al domani, però, è inevitabile: «Se penso al futuro, dentro e fuori dal campo, lo immagino fatto di crescita, responsabilità e serenità. Non mi pongo limiti. Ho sempre fatto di tutto per realizzare il mio sogno e farò il possibile per arrivare il più in alto possibile, sia a livello sportivo che personale».
Un percorso che non è mai solitario. «L’affetto e il sostegno di chi è al mio fianco in questo cammino sono fondamentali», aggiunge Vasic nell’intervista firmata da Valerio Tripi su la Repubblica Palermo, ribadendo quanto l’equilibrio umano conti tanto quanto quello tecnico.
Il discorso si fa ancora più profondo quando il centrocampista rosanero parla delle proprie origini e del peso delle crisi internazionali che segnano l’attualità. «È un tema che porto dentro in modo molto profondo, anche se non l’ho vissuto direttamente sulla mia pelle», racconta Vasic a la Repubblica Palermo. «Sono cresciuto in un contesto diverso, lontano dalla guerra, ma le mie origini serbe fanno sì che certe storie e certi racconti siano sempre stati presenti nella mia famiglia».
Il riferimento al padre è centrale. «Mio padre a vent’anni ha vissuto la guerra, alla stessa età io giocavo già a calcio da professionista», spiega Vasic nell’intervista a Valerio Tripi per la Repubblica Palermo. «Il mio sogno è anche il suo e per questo ogni obiettivo che raggiungo vale il doppio».
Da qui nasce un forte senso di responsabilità. «Devo onorare i suoi sacrifici attraverso il lavoro, l’impegno quotidiano e un atteggiamento riconoscente verso la vita e il calcio», conclude il centrocampista rosanero. «Perché il calcio, per me, resta un privilegio enorme». Parole che raccontano non solo un calciatore in crescita, ma anche un uomo consapevole del proprio percorso, come sottolineato ancora da la Repubblica Palermo.
