Giornale di Sicilia: “Brucia il Conca d’Oro, la creatura di Zamparini”
Un’enorme colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, fiamme altissime sul tetto e parti del controsoffitto crollate all’interno. Sono state ore di paura al centro commerciale Conca d’Oro di Palermo, dove un vasto incendio ha richiesto l’intervento di oltre quindici squadre dei vigili del fuoco.
A ricostruire quanto accaduto è Fabio Geraci sul Giornale di Sicilia. Il centro commerciale, realizzato da Maurizio Zamparini e tra i più frequentati della città, è stato completamente evacuato. L’operazione si è conclusa in pochi minuti e senza feriti tra i presenti. Un vigile del fuoco è invece rimasto intossicato dal fumo ed è stato trasportato a Villa Sofia: si è ripreso ed è in buone condizioni.
L’allarme alle 13.45, poi l’evacuazione
L’allarme è scattato intorno alle 13.45, quando una commessa si è accorta che il tetto stava bruciando e ha avvisato i colleghi.
Il personale ha immediatamente attivato le procedure d’emergenza. I primi a essere accompagnati all’esterno sono stati i clienti presenti nell’area dei ristoranti, seguiti da tutte le altre persone che si trovavano nella struttura. L’evacuazione è avvenuta rapidamente e senza scene di panico.
Secondo alcune testimonianze raccolte e riportate dal Giornale di Sicilia, durante l’emergenza sarebbe mancata la corrente elettrica mentre gli sprinkler installati nei negozi avevano iniziato a spruzzare acqua.
Crollano parti del controsoffitto
La zona maggiormente colpita si estende dall’area ristoro fino a Piazza Mare, davanti all’ingresso di Risparmio Casa.
Il calore sviluppato dall’incendio ha provocato il cedimento di una parte della copertura e del controsoffitto. Lamiere e detriti hanno ricoperto il pavimento della galleria. Alcuni stand sono stati anneriti dal fumo, mentre altri risultano completamente distrutti.
Come ricostruisce Fabio Geraci, le difficoltà nel collegamento alle prese d’acqua hanno reso necessario l’intervento di due autobotti e il supporto delle squadre della Protezione civile provinciale e comunale.
I vigili del fuoco hanno combattuto le fiamme sia dall’esterno, utilizzando un’autoscala per raggiungere il tetto, sia dall’interno, cercando di impedire che il rogo si propagasse ai negozi ancora intatti.
In azione anche un elicottero
Alle operazioni ha partecipato anche un elicottero del Corpo forestale, decollato da Boccadifalco. Il mezzo ha effettuato numerosi lanci prelevando l’acqua dalla piscina olimpionica comunale situata alle spalle del centro commerciale.
Sul posto è arrivato anche il prefetto Massimo Mariani, mentre i tecnici di Amg Energia hanno interrotto l’erogazione del gas per permettere ai soccorritori di lavorare in sicurezza.
Intorno alle 17 il fronte delle fiamme si era notevolmente ridotto, ma le operazioni sono proseguite fino a tarda sera per spegnere gli ultimi focolai ed effettuare la bonifica. Mezzi e uomini dovranno inoltre controllare i materiali ancora caldi per scongiurare una ripresa dell’incendio.
Danni ingenti, ancora incerta la riapertura
Il bilancio definitivo potrà essere stabilito soltanto dopo la completa messa in sicurezza della struttura, ma i danni appaiono già ingenti.
Al momento, scrive il Giornale di Sicilia, non è possibile stabilire quando il Conca d’Oro potrà riaprire. Sarà necessario verificare la stabilità del tetto, l’integrità dell’edificio e l’agibilità delle diverse aree, oltre a ricostruire la parte distrutta e ripristinare la galleria danneggiata.
Si indaga sulle cause dell’incendio
L’origine del rogo è ancora oggetto di accertamenti. Una delle ipotesi è che la prima scintilla possa essere partita da un condizionatore surriscaldato sopra l’area food, forse a causa di un cortocircuito, per poi propagarsi verso Risparmio Casa e la galleria dell’ala est.
Sul caso stanno lavorando il nucleo investigativo dei vigili del fuoco e i carabinieri. Gli accertamenti dovranno individuare con precisione il punto d’origine delle fiamme, l’elemento che ha innescato il rogo e verificare il rispetto delle norme antincendio.
Secondo quanto riferisce Fabio Geraci sul Giornale di Sicilia, l’ipotesi prevalente resta quella accidentale, anche se in questa fase gli investigatori non escludono altre piste, compresa quella dolosa.
