Corriere dello Sport: “Romano: «Italia o Svizzera? Ho le idee chiare». Il Cagliari lo ha soffiato al Palermo”
Alessandro Romano si racconta al Corriere dello Sport. Il centrocampista del Cagliari, intervistato dall’inviato Fabrizio Patania, parla del suo impatto in Serie A, della scelta ancora da ufficializzare tra Italia e Svizzera, della nuova esperienza in Sardegna e di un percorso cominciato nel Winterthur e proseguito nel settore giovanile della Roma.
Nella prefazione all’intervista, il Corriere dello Sport ricorda anche un retroscena che riguarda da vicino il Palermo. In estate il centrocampista ventenne è stato molto vicino a vestire la maglia rosanero, prima che il presidente del Cagliari Giulini e il ds Accardi riuscissero a battere la concorrenza e portarlo in Sardegna. Una scelta che sta già pagando, considerando l’impatto avuto dal giovane in Serie A.
Romano: «Non sceglierò contro una nazionale, ma a favore di una nazionale»
Uno dei temi principali dell’intervista concessa da Romano a Fabrizio Patania per il Corriere dello Sport riguarda il suo futuro internazionale. Il centrocampista è conteso dall’Italia di Roberto Mancini e dalla Svizzera di Murat Yakin.
«Sono felice, a soli 20 anni, di aver attirato l’attenzione di Mancini e Yakin. Un onore immenso, sono venuti tutti e due allo stadio a vedermi nelle prime due giornate di campionato. Ho le idee chiare, al momento la scelta la tengo per me. Vediamo quando usciranno le convocazioni per la Nations. Devo passare da una delle due porte. Quello che posso dire è questo: non sceglierò contro una nazionale, ma a favore di una nazionale».
Yakin si è spinto fino a Cagliari per osservarlo contro l’Inter. Romano spiega di non avergli ancora parlato personalmente dopo quella partita, anche se i due si erano già sentiti nei giorni precedenti.
«Akanji? Mio padre lo aveva allenato»
Nel pressing della Svizzera è entrato anche Akanji, con cui Romano ha parlato al termine della partita.
«Non lo avevo ancora incontrato, ma lo conoscevo. Lui è stato allenato da mio padre quando giocava nelle giovanili del Winterthur».
Il calcio, del resto, accompagna tutta la famiglia Romano. Il padre Umberto è stato calciatore e oggi allena, mentre il fratello Luca gioca nel Kriens. «Abbiamo il centrocampo nel sangue», racconta il giovane del Cagliari al Corriere dello Sport.
«Pisacane mi voleva con forza»
Romano spiega anche perché abbia scelto Cagliari. Decisiva la fiducia dell’allenatore Pisacane, che lo conosceva già per averlo affrontato a livello Primavera.
«A fine campionato ci siamo sentiti, mi voleva con forza, è stato fondamentale percepire la sua fiducia. Ho scelto il Cagliari per lui e per la squadra».
Una decisione arrivata dopo il forte interesse del Palermo, ricordato proprio dal quotidiano nella presentazione dell’intervista. Alla fine la società sarda è riuscita ad anticipare la concorrenza rosanero.
L’inizio è stato subito importante. Romano ha segnato a Parma alla sua prima partita da titolare in Serie A e si è poi messo in evidenza anche contro l’Inter.
«Non immaginavo di segnare. Domenica all’Unipol Domus mi hanno stupito i tifosi, negli ultimi dieci minuti ci hanno dato una spinta enorme. Non ci siamo spaventati anche se era l’Inter, alla fine credevamo nel pareggio».
Romano: «Non mi sento di passaggio a Cagliari»
Il centrocampista respinge anche l’idea di considerare Cagliari soltanto una tappa di passaggio.
«Non mi sento di passaggio a Cagliari, passaggio credo sia una parola sbagliata».
Un concetto che, come racconta Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, Romano accompagna toccando la maglia con il simbolo dei quattro mori. Il ventenne racconta inoltre di essersi documentato sulla storia di Gigi Riva, definendolo «un idolo e la leggenda della Sardegna».
Dalla Roma alla Serie A
Nell’intervista c’è spazio anche per il passato alla Roma. Romano non sa spiegare perché il club giallorosso lo abbia lasciato partire, ma conserva un ricordo positivo dei quattro anni trascorsi a Trigoria.
Parole importanti anche per De Rossi: «La sua personalità, il modo di lavorare con i ragazzi, l’energia e la simpatia mi hanno colpito. Brava persona, non solo un grande campione».
Indimenticabile anche l’esordio in Serie A a Lecce, arrivato nel giorno del compleanno del padre e proprio nella città d’origine della madre.
Fondamentale, inoltre, l’esperienza in Serie B con lo Spezia: «Cinque mesi intensi e sono arrivato in un momento non facile. La serenità di Donadoni e il temperamento di D’Angelo. Li devo ringraziare, mi hanno aiutato ad arrivare dove sono».
«Xhaka il mio riferimento. Devo migliorare col destro»
Tra i modelli di Romano c’è soprattutto Granit Xhaka.
«Il riferimento è Xhaka, mi ha sempre ispirato la sua leadership, anche lui è mancino». Il giovane cita anche Busquets e Rodri, mentre individua chiaramente l’aspetto sul quale deve ancora lavorare: «Devo migliorare con il piede destro. Per un mancino, si dice, è naturale usare meno il piede debole. Ho margine, sono giovane».
Quanto alla posizione, non vuole ancora definirsi esclusivamente un regista. Romano si considera un mediano, ma si dice disponibile anche a giocare più avanti, cercando il tiro dalla distanza e le imbucate.
Il presente, però, è tutto del Cagliari. Dopo essere stato vicinissimo al Palermo durante l’estate, Romano ha trovato immediatamente spazio e continuità in Sardegna, attirando ora contemporaneamente le attenzioni di Mancini e Yakin.
