Presentazione Mancini a pagamento, Criscitiello durissimo: «Ci chiedono 500 euro, state calpestando i valori della Nazionale»

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Non accennano a placarsi le polemiche attorno alla Federazione Italiana Giuoco Calcio nel giorno della presentazione ufficiale di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale e di Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. A far scoppiare il caso è la decisione di via Allegri di centralizzare la produzione video dell’evento, imponendo alle emittenti televisive e alle agenzie un pagamento previo per poter trasmettere o utilizzare le riprese della conferenza stampa: 500 euro più IVA per i media e 1.200 euro più IVA per le agenzie.

Una scelta motivata dalla FIGC come copertura per i meri «costi tecnici della produzione» — procedura che via Allegri difende ricordando essere attiva dal 2020 —, ma che ha provocato una durissima levata di scudi dal mondo del giornalismo e delle istituzioni.


L’attacco di Michele Criscitiello: «Non riprendiamo niente»

Tra le voci più critiche si leva forte la protesta di Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, che ha reso nota e stigmatizzato la mail ricevuta dalla Federazione. Criscitiello ha espresso con toni durissimi il proprio sdegno per la richiesta economica avanzata alle emittenti:

«Dicono che il calcio è del popolo, che lo devono seguire tutti, e poi arriva la Federazione Italiana che manda una mail con scritto: “Se volete entrare e riprendere le parole di Mancini e di Claudio Ranieri dovete pagare”. Sapete che c’è? Non riprendiamo niente, non ce ne frega niente. Perché non è un problema dei 100, 200 o 500 euro, ma l’Italia non è un club e state calpestando ogni valore della Nazionale».

Il direttore di Sportitalia ha poi proseguito definendo la mossa una «profonda offesa» nei confronti dell’informazione e degli operatori del settore:

«E invece, vuoi sentire parlare Mancini? Devi pagare. Ragazzi, ma voi siete impazziti davvero? Vi state vendendo per cinquecento euro. E ripeto: non è un problema di soldi, è un problema simbolico. Perché la Nazionale e la Federazione non possono essere questo. Ci è stato detto anche che dobbiamo pagare anticipatamente. A voi sembra normale? Siamo morti, ci devono fare solo il funerale».

Insorgono i sindacati, interviene anche il Governo

Lo sfogo del direttore di Sportitalia si unisce alla netta presa di posizione dell’Associazione Stampa Romana e dell’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI). Quest’ultima ha manifestato forte perplessità per una scelta in assoluta controtendenza con quanto avviene nei club professionistici, dove la copertura video degli incontri con i media è solitamente garantita in forma gratuita.

Sul caso è arrivato anche il pesante commento della politica con l’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini:

«Io credo che le conferenze stampa debbano essere sempre aperte a tutti. Ritengo che la libertà dei giornalisti di raccontare eventi di grande interesse generale debba essere sempre consentita e libera. È chiaro che sono contrario alle limitazioni».

Nonostante la FIGC abbia ribadito che l’ingresso in sala stampa, l’accredito e la possibilità di rivolgere domande restino gratuiti, lo sdegno compatto del panorama mediatico rende infuocata l’atmosfera attorno al primo giorno del nuovo corso azzurro.