Repubblica: “Debiti per trenta milioni e De Laurentiis indagati. Il Bari verso un altro crac”

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L’inchiesta della Procura di Bari sulla situazione economico-finanziaria della SSC Bari entra nel vivo. Al centro delle indagini ci sono i conti del club biancorosso, le operazioni di mercato e il rapporto con la controllante Filmauro, società della famiglia De Laurentiis. Come ricostruisce la Repubblica Bari, gli investigatori della Guardia di Finanza stanno acquisendo documentazione contabile e informatica per ricostruire la gestione economica degli ultimi anni.

Secondo quanto riferisce la Repubblica Bari, finora la Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis ha sostenuto economicamente il Bari coprendo le perdite accumulate nel corso della gestione. Il disavanzo complessivo viene stimato in circa 30 milioni di euro nell’arco di otto anni. L’indagine, coordinata dal procuratore Roberto Rossi con il supporto dei consulenti Massimiliano Cassano e Antonio Danza, vede indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis, mentre sono stati eseguiti decreti di perquisizione nei confronti degli ex direttori sportivi Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, oltre al procuratore Graziano Battistini e alle sedi di Bari, Napoli e Filmauro.


Gli investigatori stanno acquisendo documenti finanziari, posta elettronica e messaggi, con particolare attenzione ad alcune parole chiave, tra cui “Caprile” e “plusvalenza”. Come evidenzia la Repubblica Bari, uno dei principali filoni dell’inchiesta riguarda infatti il trasferimento del portiere Elia Caprile, ceduto dal Bari al Napoli per 2,2 milioni di euro e successivamente rivenduto dal club partenopeo al Cagliari per circa 8 milioni.

Attraverso i propri legali, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno respinto ogni contestazione, sostenendo che si sia trattato di «un trasferimento tra società infragruppo di un calciatore il cui valore era stato quantificato mediante perizia giurata da un soggetto terzo». La proprietà si è detta inoltre «esterrefatta e basita» per le contestazioni formulate, manifestando fiducia in un rapido chiarimento della vicenda e auspicando «la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento».

Come sottolinea ancora la Repubblica Bari, l’attività investigativa è ancora nelle fasi iniziali e si basa principalmente sull’analisi dei bilanci societari. Dai documenti emerge un progressivo peggioramento dei risultati economici: dopo una perdita di circa 120 mila euro nel 2019, il passivo è salito a 4 milioni nel 2020, 7,4 milioni nel 2021, 7 milioni nel 2022, per poi attestarsi a oltre 2 milioni nel 2023, 3,4 milioni nel 2024 e sfiorare 6 milioni nel 2025.

Secondo la Procura, questa situazione avrebbe portato a richiedere l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, ritenendo che lo stato di crisi della società non sia temporaneo né facilmente reversibile. A incidere ulteriormente sul quadro economico c’è anche la retrocessione del Bari in Serie C, destinata a ridurre sensibilmente gli introiti derivanti da diritti televisivi, botteghino, sponsorizzazioni e valorizzazione del marchio.

La famiglia De Laurentiis ha però ribadito di essere in grado di far fronte agli impegni economici della società, ricordando come «le perdite di esercizio, fisiologiche nel settore calcistico, siano state sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie».

L’analisi patrimoniale ricostruita da la Repubblica Bari evidenzia inoltre che, dopo l’acquisizione del club nel 2019, il patrimonio netto era inizialmente positivo grazie ai versamenti effettuati dalla Filmauro e alla rivalutazione del marchio. Nel 2020 la controllante aveva immesso 4,5 milioni di euro, mentre nel 2021 il marchio era stato rivalutato per 5,3 milioni. Dal 2022, però, la situazione patrimoniale ha registrato un progressivo deterioramento fino a raggiungere un deficit di circa 6,7 milioni di euro nell’ultimo bilancio.

Sempre secondo la Repubblica Bari, il bilancio 2025 certifica debiti complessivi per circa 21 milioni di euro, dei quali quasi la metà nei confronti della stessa Filmauro. A questi si aggiungono esposizioni verso fornitori, Erario, enti previdenziali, società del gruppo De Laurentiis e altri club calcistici per operazioni di mercato e premi.

Per gli inquirenti uno degli aspetti più delicati riguarda la crescita dell’indebitamento a fronte della difficoltà della società nel generare flussi di cassa adeguati. Sul piano giudiziario l’inchiesta penale richiederà tempi lunghi, mentre potrebbe arrivare prima una decisione del Tribunale civile sulla richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura.

Come conclude la Repubblica Bari, tra gli scenari futuri non viene esclusa la possibilità di un ulteriore sostegno finanziario da parte della proprietà oppure, al contrario, una diversa strategia imprenditoriale della famiglia De Laurentiis. Restano inoltre possibili sviluppi anche sul fronte sportivo, qualora la Procura Federale della FIGC decidesse di aprire un autonomo procedimento sulla vicenda.