Trevisani: «Abate e Aquilani sono la cosa migliore prodotta dalla Serie B»

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Riccardo Trevisani incorona Ignazio Abate e Alberto Aquilani come i grandi protagonisti tecnici della stagione di Serie B. Nel corso di “Cronache di Spogliatoio”, il noto giornalista e telecronista ha elogiato il lavoro svolto dagli allenatori di Juve Stabia e Catanzaro, indicando entrambi come i migliori prospetti emergenti del calcio italiano.

Trevisani sottolinea innanzitutto la capacità dei due tecnici di portare le rispettive squadre oltre i propri limiti teorici.


«Aquilani e Abate secondo me sono la cosa migliore che ha prodotto la Serie B in questo campionato, dal punto di vista della gestione, del gioco e anche del fatto di portare squadre a un livello che obiettivamente non è il loro».

Nel suo intervento a Cronache di Spogliatoio, Trevisani evidenzia il percorso sorprendente del Catanzaro, arrivato addirittura a partire favorito contro il Palermo nella semifinale playoff.

«Il Catanzaro parte addirittura favorito col Palermo per andare a giocarsi la finale».

Parole importanti anche per la Juve Stabia, protagonista di una semifinale straordinaria contro il Monza nonostante la differenza tecnica e strutturale tra le due squadre.

«La Juve Stabia stava 2-0 col Monza, che è molto più forte come organico. Ho visto la Juve Stabia giocare benissimo, veramente benissimo».

Trevisani si sofferma soprattutto sull’identità di gioco costruita da Ignazio Abate a Castellammare.

«La Juve Stabia ha fatto una bellissima partita e una bellissima stagione. È una società in difficoltà che ha scelto bene i giocatori e ha scelto bene l’allenatore».

Nel corso dell’analisi proposta da Cronache di Spogliatoio, il giornalista definisce anche l’esperienza di Abate lontano dal Milan come una perdita per il club rossonero.

«Ignazio Abate è anche una discreta sconfitta per il Milan nel modo in cui si ritrova a Castellammare, da cui per me partirà per fare una grande carriera».

Trevisani rilancia poi il tema della crescita degli allenatori giovani in Italia, chiedendo maggiore pazienza e continuità progettuale.

«Spero che vengano selezionati per allenare in Serie A e soprattutto spero che chi li seleziona gli dia il tempo di allenare».

Il telecronista critica la tendenza del calcio italiano a emettere giudizi definitivi troppo rapidamente.

«Siamo nel Paese in cui ogni settimana si deve dire una cosa definitiva, ma non esiste una verità definitiva su un allenatore che allena da uno o due anni».

Secondo Trevisani, il percorso di crescita degli allenatori deve essere accompagnato e sostenuto nel tempo.

«Gli allenatori vanno formati e costruiti. Hanno bisogno di crescere, di sbagliare e di maturare esperienza».

Infine, il giornalista torna ancora una volta su Abate e Aquilani, indicandoli come simboli del nuovo calcio italiano.

«Mi sembrano veramente due bei prospetti del nuovo calcio».