PALERMO – Dalle operazioni di mercato più riuscite al lavoro quotidiano con Inzaghi, fino al bilancio umano e professionale dopo un anno in rosanero. Carlo Osti chiude il suo racconto sul Palermo in un’intervista rilasciata a Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, offrendo uno sguardo personale sulle scelte che hanno segnato la sua carriera.

Tra i colpi di cui va più orgoglioso, Osti non ha dubbi. «Pohjanpalo», afferma il direttore sportivo, come riportato da Paolo Vannini sul Corriere dello Sport. «Non era facile convincerlo, ma l’ho sempre ritenuto adattissimo per Palermo». Nel ripercorrere il passato, Osti cita anche esperienze importanti alla Sampdoria, dove portò Muriel, Schick e Skriniar, senza dimenticare un’operazione delle sue origini dirigenziali: «Ero a Terni e presi Fabrizio Miccoli dal Casarano. Dicevano fosse troppo basso, Palermo sa bene che giocatore è stato».

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Spazio poi al lavoro di Inzaghi, figura centrale nel progetto tecnico rosanero. Secondo quanto riferisce ancora Paolo Vannini sulle pagine del Corriere dello Sport, Osti individua nella mentalità il valore aggiunto dell’allenatore: «Il Palermo è pragmatico, subisce poco e segna. È una squadra riconoscibile ed è merito suo». Un pragmatismo che non esclude la qualità, ma che punta prima di tutto sull’efficacia.

La fame di calcio di Inzaghi, sottolinea Osti, fa la differenza. Come evidenzia Paolo Vannini del Corriere dello Sport, il direttore sportivo racconta: «Conosce tutto, nel tempo libero guarda anche le partite di Serie C e mi chiama per analizzarle». E sul gioco: «Non è sempre brillante, ma cattiveria e agonismo sono al livello giusto. La rosa ha qualità e Inzaghi lavora ogni giorno per farla emergere».

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Infine, il bilancio dopo un anno a Palermo. «Un’esperienza splendida», conclude Osti nell’intervista raccolta da Paolo Vannini per il Corriere dello Sport. «È una città dove si vive benissimo e si respira calcio. L’augurio è che possa sorriderci anche l’aspetto professionale».

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