Girona, caos dopo la retrocessione: spogliatoio in rivolta e tensione nel club del City Football Group
Momento particolarmente complicato per il Girona, società appartenente al City Football Group, la stessa galassia proprietaria del Palermo. Dopo la retrocessione nella seconda divisione spagnola, il club catalano si trova ad affrontare una situazione delicatissima, esplosa definitivamente dopo la prima giornata di campionato e il pareggio per 1-1 contro il Leganés.
A raccontare quanto sta accadendo è AS.com, che descrive senza mezzi termini il Girona come una vera e propria «polveriera». Le tensioni accumulate nelle ultime settimane avrebbero infatti raggiunto anche lo spogliatoio, dove al termine della partita sarebbe scoppiato un duro confronto che avrebbe coinvolto diversi protagonisti.
Girona, esplode il caso Tsygankov
Al centro della vicenda c’è Viktor Tsygankov, da tempo intenzionato a lasciare il Girona. Secondo quanto riferito da AS.com, l’attaccante ucraino avrebbe comunicato già nel mese di giugno la volontà di non proseguire la propria esperienza in Catalogna.
La frattura si sarebbe ulteriormente allargata nelle ultime settimane. Tsygankov avrebbe spiegato al tecnico Quique Álvarez di non avere più la testa sul Girona e avrebbe chiesto di non essere convocato.
Alla vigilia della partita contro il Leganés, però, il calciatore sarebbe stato informato intorno alla mezzanotte della sua convocazione. Una decisione che avrebbe provocato un ulteriore irrigidimento, fino al rifiuto di cambiarsi e accomodarsi in panchina.
Al termine della gara Quique Álvarez ha spiegato pubblicamente la situazione: «Tsygankov sta bene, ma non ha voluto cambiarsi».
Parole che, secondo AS.com, non sarebbero state accolte positivamente da una parte della tifoseria.
Tensione nello spogliatoio dopo il Leganés
La situazione sarebbe quindi degenerata dopo il triplice fischio. AS.com riferisce di una forte discussione nello spogliatoio che avrebbe coinvolto, tra gli altri, lo stesso Tsygankov e un componente dello staff medico.
Ma il problema non riguarda esclusivamente l’ucraino. Anche altri calciatori avrebbero manifestato la volontà di lasciare il Girona.
Vanat è rimasto in panchina senza entrare in campo, Van de Beek ha seguito la partita dalla tribuna e Ounahi non è sceso sul terreno di gioco. Il quadro descritto dalla testata spagnola è quello di una profonda spaccatura tra una parte della rosa e la società, con tensioni che avrebbero ormai coinvolto anche lo staff tecnico.
Tsygankov vuole LaLiga o Premier League
Dietro il muro contro muro con Tsygankov ci sarebbero anche questioni contrattuali. L’attaccante si sentirebbe deluso da alcuni dirigenti per il presunto mancato rispetto di alcune clausole del proprio accordo.
A complicare ulteriormente i rapporti sarebbero state alcune trattative condotte dal Girona. Secondo quanto ricostruito da AS.com, il club avrebbe raggiunto accordi con Trabzonspor e New York City senza avere preventivamente il via libera del giocatore.
Tsygankov avrebbe rifiutato entrambe le destinazioni. La sua intenzione sarebbe quella di continuare a giocare nella Liga oppure trasferirsi in Inghilterra.
Il Girona, dal canto proprio, vuole monetizzare in maniera importante dalla cessione di un giocatore con contratto fino al 2027. Le valutazioni economiche del club restringerebbero però il numero delle possibili destinazioni.
Il Girona deve vendere per poter intervenire sul mercato
La questione è particolarmente delicata perché le cessioni diventano fondamentali anche per la costruzione della nuova squadra. Dopo la retrocessione, il Girona deve intervenire sul proprio limite salariale e, secondo AS.com, alcune partenze sono necessarie per poter completare nuovi acquisti e procedere alle relative iscrizioni.
La dirigenza continua a mantenere una posizione rigida, ma la situazione rischia di diventare sempre più difficile da controllare.
A due settimane dalla conclusione del mercato, dunque, il Girona del City Football Group attraversa uno dei momenti più complicati degli ultimi anni. Una situazione molto diversa rispetto a quella vissuta nell’altra realtà europea del gruppo, il Palermo, ma che mostra quanto la retrocessione abbia modificato equilibri tecnici, economici e ambientali del club catalano.
Le prossime settimane saranno decisive: il Girona dovrà trovare una soluzione per i giocatori intenzionati a partire, ricomporre per quanto possibile la frattura interna e contemporaneamente completare una rosa chiamata a reagire dopo la discesa nella seconda divisione spagnola.
