Gazzetta dello Sport: “Brunori guarda avanti: «Vorrei prendermi quello che non sono riuscito a conquistare col Palermo»”

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Il futuro di Matteo Brunori è ancora tutto da scrivere, ma una certezza esiste: il suo percorso al Palermo è ormai arrivato ai titoli di coda. Nell’intervista concessa a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, l’attaccante ha raccontato le proprie sensazioni dopo il rientro dal prestito alla Sampdoria, parlando del mercato, del rapporto con Palermo e degli obiettivi per il futuro.

Brunori ha appena concluso la sua esperienza in blucerchiato e si prepara a una nuova destinazione. Alla domanda sulle vacanze e sul prossimo futuro, ha risposto: «No no, tra Palermo e Genova ne ho visto abbastanza… (ride) Ora ci vuole un po’ di montagna». E sul possibile ruolo da protagonista del mercato ha aggiunto: «Speriamo! Sono pronto per una nuova avventura e non vedo l’ora di ricominciare».


Nel corso dell’intervista realizzata da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, l’attaccante ha tracciato anche un bilancio dell’avventura alla Sampdoria: «Molto positiva. La squadra aveva un macigno addosso e che ce lo siamo levato». Sui numeri personali ha spiegato: «Sì, però sono stati pesanti. Ci metto anche tre assist, ma per un attaccante il gol è tutto. Ne ho fatti due a Marassi, e quello segnato sotto la Sud, contro l’Avellino, mi ha dato un’emozione unica».

Il legame con Palermo resta fortissimo. Brunori, secondo miglior marcatore della storia rosanero, ha dichiarato a Nicola Binda della Gazzetta dello Sport: «Una piazza che resterà sempre nel mio cuore, a prescindere dai numeri e dai successi. Lì è nata mia figlia e ho legato con tante persone: resterà sempre un popolo che mi ha amato».

L’attaccante ha poi confermato che non esiste alcuna polemica con Filippo Inzaghi: «Assolutamente sì, sono scelte tecniche e succede. Le ho accettate a gennaio e le accetto ora. Giusto così, soprattutto per il bene del Palermo».

Tra i temi affrontati con Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport c’è stato anche il percorso playoff dei rosanero. Brunori ha seguito da spettatore la semifinale contro il Catanzaro e ha commentato così l’eliminazione: «Ovvio! Purtroppo tutto è stato compromesso all’andata. Al ritorno il Palermo ha fatto una partita incredibile, se avesse fatto il ribaltone in finale avrebbe battuto non solo il Monza, ma chiunque, anche il Real Madrid! So cosa vuol dire giocare in quell’ambiente in certi momenti…».

Sul mercato, invece, la situazione è ancora in evoluzione: «Proposte concrete non ne ho avute, ma è normale perché ancora si stanno sistemando direttori e allenatori. Il mio agente mi dice che qualcosa c’è, io sono tranquillo, non mi preoccupo».

L’ipotesi estero non viene esclusa, anche se la priorità resta l’Italia. Brunori lo ha spiegato chiaramente a Nicola Binda della Gazzetta dello Sport: «Non mi precludo niente, anche se sarebbe un cambiamento di vita importante, con una bimba piccola. Se potrò scegliere, resterò in Italia».

Il grande obiettivo resta la Serie A, traguardo sfiorato negli anni trascorsi in Sicilia: «Vorrei prendermi quello che non sono riuscito a conquistare col Palermo: la A. E ovviamente salire insieme a loro… Alla Samp l’obiettivo era salvarsi, ora ho nuovi obiettivi. E ci proveranno in tanti».

L’attaccante è inoltre convinto di avere ancora molto da dimostrare dopo una stagione poco prolifica sotto il profilo realizzativo: «Uno reduce da una stagione in cui ha fatto il minimo di gol (4, ndr) e quindi ha grande voglia di rivalsa per arrivare almeno in doppia cifra».

Ripercorrendo i numeri delle ultime stagioni, Brunori ha spiegato quale sia la condizione necessaria per rendere al massimo: «Io mi devo sentire al centro del progetto: un giocatore che gioca con la fiducia si esalta, quando l’ho sentita ho sempre ricambiato con i fatti».

Nell’ultima parte dell’intervista, raccolta da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, il centravanti ha analizzato l’evoluzione della Serie B: «Sì, molto, rispetto agli anni precedenti ho visto squadre molto più propositive, come atteggiamento e qualità. Tifavo Palermo, ma hanno meritato la A Venezia e Frosinone, ed è stato giusto vedere Catanzaro e Juve Stabia andarci vicino».

Poi un passaggio sugli attaccanti che più lo hanno impressionato: «Joel (Pohjanpalo, ndr) è scontato, so che cattiveria ha in area e come si allena. Ho visto quelli di Stroppa: chi gioca con lui si esalta e Adorante è stato bravo. Gli esterni del Frosinone (Ghedjemis e Kvernadze, ndr): fortissimi. Re Pietro (Iemmello, ndr) è sempre là, poi ho conosciuto Massimo (Coda, ndr) e ho capito perché ha il record della B».

Infine, una battuta sul futuro del campionato cadetto: «Noi attaccanti potremo soltanto dire grazie! E ci sarà sicuramente da divertirsi».