Escl. Ciaramitaro: «Mancata Serie A sarebbe un fallimento per il Palermo»
Rosario Di Stefano Aprile 14, 2026
Dopo il pari allo Stirpe, il Palermo torna al Barbera. In Sicilia sbarca il Cesena, reduce da un periodo non proprio felice. I rosanero sono costretti a trovare i tre punti per continuare a coltivare il sogno Serie A. Per parlare del match è intervenuto ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com il doppio ex della sfida Maurizio Ciaramitaro.
Palermo-Cesena: che gara si aspetta?
«Mi aspetto una partita difficile per il Cesena, perché è in un periodo non bello. Il Palermo non si può permettere di non vincere se vuole restare attaccato al secondo posto, quindi mi aspetto una squadra molto aggressiva, che cerchi subito un impatto forte per portare la gara dalla sua parte. Il Cesena è partito bene, adesso sta trovando qualche difficoltà, ha cambiato allenatore. Ha degli ottimi giocatori, ma in questo momento non attraversa un periodo positivo».
Il Palermo può ancora sperare nel secondo posto?
«Sì, il Palermo può ancora sperarci, ma non deve più sbagliare. Ha perso punti in partite che non doveva steccare e alla fine quei punti pesano. Ci sono ancora gare da giocare e può recuperare, ma serve continuità».
Il Cesena arriva da una sconfitta, ma può dire la sua al Barbera?
«Sì, può dire la sua perché ha comunque dei buoni giocatori. Però arriva da un momento complicato e contro un Palermo che deve vincere sarà difficile. Dipenderà molto dall’approccio alla partita».
Ai rosa piacciono Sphendi e Klinsmann. Potrebbero essere due profili su cui puntare anche in ottica futura?
«Sono due giocatori importanti, secondo me tra i migliori della squadra. Il portiere e l’attaccante hanno dimostrato già l’anno scorso e si stanno confermando anche quest’anno. Il Palermo è interessato, ma bisogna capire in che categoria giocherà il prossimo anno. Se non dovesse vincere il campionato, sarebbe un fallimento. Però sono giocatori forti ed è normale che piacciano a una società come il Palermo».
Qual è il problema del calcio italiano?
«Secondo me il problema è di base. Alla loro età io giocavo tantissime ore per strada, oggi invece ci sono le academy e le scuole calcio dove si gioca un’ora o poco più. Giocano tutti perché pagano e si allena meno il talento. Bisogna tornare a far crescere e giocare i ragazzi con qualità, senza cercare solo l’aspetto fisico. Oggi si cercano giocatori strutturati, ma si perde tecnica. Ci sono tanti ragazzi con qualità impressionanti, lo si è visto anche in partite recenti dove giocatori leggeri hanno messo in difficoltà avversari più fisici grazie alla tecnica. Bisogna tornare a valorizzare giocatori alla Del Piero, Baggio, Totti. Il problema è che oggi si punta sugli stranieri e si trascurano i talenti italiani».
Il Palermo come organico è inferiore rispetto alle altre tre pretendenti?
«No, per me non è inferiore. Ha una rosa importante e lo dimostrano i giocatori che ha. Le squadre davanti stanno facendo meglio a livello di punti, ma il Palermo ha lasciato per strada troppi punti in partite abbordabili. Alla fine ti ritrovi con diversi punti in meno rispetto a quelli che potevi avere. Però non è inferiore, può ancora giocarsela fino alla fine».
