Corriere dello Sport: “Italia, piano con Romano: Mancini lo protegge e punta ancora su di lui”

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Una prima volta complicata, nel momento probabilmente più difficile per indossare la maglia dell’Italia. Alessandro Romano ha debuttato da titolare all’Olimpico contro il Belgio, prendendosi immediatamente le chiavi del centrocampo di una Nazionale ancora tutta da costruire. La prestazione non è stata brillante e un suo errore ha contribuito all’azione che ha portato gli azzurri in svantaggio, ma per un ragazzo del 2006 appena entrato nel nuovo progetto azzurro sarebbe prematuro trasformare una serata negativa in una bocciatura.

Come scrive Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, Romano si è trovato davanti un Belgio capace di controllare a lungo il possesso attraverso la qualità di De Bruyne e Tielemans, senza poter contare neppure sulla migliore versione di Tonali e Barella.


Un debutto nel momento più difficile

Romano è arrivato all’appuntamento dopo aver scelto l’Italia, rinunciando alla possibilità di proseguire il proprio percorso con la Svizzera. Sugli spalti dell’Olimpico c’erano anche papà Umberto, di origini napoletane, e mamma Chiara, pugliese di Lecce, pronti a sostenerlo al termine di quella che è stata finora la serata più emozionante e delicata della sua giovane carriera.

Il centrocampista deve ancora crescere, maturare e avere anche la possibilità di commettere errori. Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport sottolinea proprio la necessità di non modificare il giudizio sul ragazzo sulla base della sconfitta contro il Belgio.

Mancini, del resto, lo ha immediatamente protetto:

«Credo diventerà un giocatore importante per il futuro della Nazionale».

Una fiducia già evidente alla vigilia, quando il ct aveva deciso di affidargli la regia. Anche Claudio Ranieri aveva spinto Mancini a coinvolgerlo nel nuovo progetto, conoscendone bene il percorso compiuto a Trigoria dalla Primavera alla prima squadra della Roma.

Dalla Svizzera i paragoni con Xhaka e Freuler

La capacità di giocare il pallone rapidamente e la qualità del sinistro hanno portato Romano a essere accostato in Svizzera a Granit Xhaka. Altri osservatori ne hanno invece avvicinato le caratteristiche a quelle di Freuler.

La scelta del centrocampista di vestire la maglia dell’Italia è stata considerata una perdita importante per la Nazionale svizzera. Per questo, secondo Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, sarebbe sbagliato mettere in discussione il ragazzo dopo il 2-0 incassato contro una formazione come il Belgio.

Mancini continuerà a puntare su Romano

Il commissario tecnico voleva osservarlo da vicino nel ruolo di regista e durante tutta la settimana di Coverciano lo ha allenato in quella posizione, davanti nelle gerarchie a Mandragora e Ricci. L’assenza di Locatelli ha ulteriormente ridotto le alternative a disposizione.

Mancini continuerà a concedergli opportunità nelle prossime partite di Nations League e guarda a Romano anche in prospettiva delle convocazioni di novembre. Il giovane centrocampista viene quindi considerato parte integrante della nuova Italia.

Resta però aperta una questione tattica: qual è il ruolo migliore per Romano?

Al Cagliari gioca diversamente

Nel 4-4-2 del Cagliari, Romano non viene utilizzato come regista puro. Gioca in una mediana a due nella quale il vero play è l’inglese Winks. Pisacane lo schiera sul centro-destra e gli chiede anche di sganciarsi e inserirsi, sfruttandone il tiro potente.

All’Olimpico una delle sue iniziative migliori è arrivata proprio quando ha triangolato con Pio Esposito cercando successivamente la penetrazione in area. In altre situazioni ha provato invece la verticalizzazione di prima.

Si tratta quindi di un centrocampista dinamico e completo, per il quale dovrà essere individuata la collocazione più efficace. Una possibilità potrebbe essere quella di vederlo accanto a Tonali quando il centrocampista tornerà alla propria migliore condizione.

Il problema del nuovo Jorginho

Nella testa di Mancini resta il modello dell’Italia di Wembley. Nel suo 4-3-3 basato sul palleggio, il regista deve dettare i tempi e rappresentare l’architrave della costruzione.

Trovare però un altro Jorginho non è semplice e Romano possiede caratteristiche differenti.

Come evidenzia ancora Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, un’altra indicazione è arrivata dalle parole di Mancini su Fagioli:

«Può fare il play, ma lo vedo soprattutto mezzala di costruzione e di palleggio alla Verratti».

Nell’ultima seduta al campo Vialli è stato Mandragora a occupare la posizione di regista, anche se le prove possono avere un valore relativo e non sono esclusi cambiamenti. Una certezza, però, sembra esserci: Mancini non considera la difficile prima notte contro il Belgio una bocciatura per Romano.