Corriere dello Sport: “Italia, l’allarme dopo la rinascita: un commissario può arrestare il nuovo corso di Mancini”

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La Nazionale ritrova gioco, gol e vittoria, ma sul futuro del calcio italiano continua a pesare l’incertezza legata alla posizione di Giovanni Malagò. Dopo i quattro gol segnati alla Turchia, il nuovo corso di Roberto Mancini ha mandato un segnale di ripartenza. Parallelamente, però, si avvicina il momento nel quale gli organi del CONI dovranno esaminare il caso riguardante il presidente della FIGC.

Come racconta Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, anche a Copenaghen, in occasione dell’assemblea della European Football Clubs (EFC, ex ECA), la vicenda italiana è stata seguita con attenzione dai dirigenti del calcio internazionale.


Malagò è stato eletto presidente federale lo scorso 22 giugno con il 68,58% delle preferenze, ma al centro delle verifiche c’è il mancato tesseramento alla FIGC al momento della candidatura. I primi pareri legali richiesti dal CONI considerano il tesseramento un requisito indispensabile per candidarsi. La decisione sul possibile commissariamento, però, non è stata ancora assunta.

L’Italia riparte, ma resta l’incognita FIGC

Sul campo, intanto, Mancini prova a ricostruire. La vittoria ottenuta in Turchia rappresenta un primo segnale dopo la sconfitta contro il Belgio, mentre il commissario tecnico continua il processo di inserimento dei giovani e di costruzione della nuova Nazionale.

Secondo l’analisi di Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, un eventuale commissariamento della FIGC potrebbe produrre cambiamenti anche nell’attuale struttura federale. Il quotidiano prospetta possibili conseguenze per il segretario generale Marco Brunelli e pone interrogativi anche sulla posizione di Mancini. Si tratta, allo stato attuale, di scenari prospettati dal giornale e non di decisioni già assunte.

La verifica del CONI riguarda infatti innanzitutto la regolarità della candidatura di Malagò. Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha richiesto pareri giuridici sulla questione e gli organi competenti sono attesi a una decisione nei primi giorni di ottobre. Anche altre fonti indicano la finestra tra il 6 e il 10 ottobre per l’esame della vicenda.

Al-Khelaifi: «Se la politica mette piede nel calcio, il calcio è finito»

Il caso italiano è arrivato anche nell’ambiente internazionale. Giorgio Marota sul Corriere dello Sport riporta le parole di Nasser Al-Khelaifi, presidente della EFC:

«Agli italiani piace vivere nel dramma».

Al-Khelaifi ha poi espresso la propria posizione sul rapporto tra politica e istituzioni calcistiche:

«Se la politica mette piede nel calcio, il calcio è finito».

Anche il presidente UEFA Aleksander Ceferin è intervenuto nei giorni scorsi richiamando il principio dell’autonomia delle federazioni, mentre Buonfiglio ha risposto sottolineando che il CONI agirà nel rispetto dell’ordinamento sportivo e senza interferenze esterne.

Il 6-7 ottobre il passaggio decisivo

Il momento della verità si avvicina. Secondo Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, la Giunta potrebbe esprimersi il 6 o 7 ottobre e per Malagò si prospetta una partita particolarmente complessa.

I primi pareri giuridici arrivati al CONI non sembrano favorevoli alla posizione del presidente FIGC sul requisito del tesseramento. Malagò, dal canto suo, sta sostenendo la legittimità della propria candidatura e della successiva elezione.

Sul campo l’Italia di Mancini ha appena cominciato a rialzarsi. Fuori, invece, resta aperta una partita istituzionale che potrebbe modificare gli equilibri della Federcalcio. Saranno gli organi del CONI a stabilire se esistano effettivamente i presupposti per arrivare al commissariamento.