Gazzetta dello Sport: “Italia, rivoluzione Mancini contro la Turchia: almeno cinque cambi. Zaniolo torna a casa”
Almeno cinque cambi, con la possibilità che le novità siano ancora di più. Roberto Mancini prepara una nuova Italia per la sfida di lunedì contro la Turchia. Dopo il ko con il Belgio, il commissario tecnico non vuole procedere con bocciature definitive, ma deve gestire le energie e continuare gli esperimenti nella fase iniziale del nuovo ciclo azzurro. Intanto arriva una brutta notizia: Nicolò Zaniolo si è fermato nuovamente e ha lasciato il ritiro della Nazionale.
Come scrive Roberto Maida sulla Gazzetta dello Sport, la formazione che scenderà in campo a Bursa sarà sensibilmente diversa da quella vista all’Olimpico. Le modifiche non dipenderanno soltanto dalla prestazione negativa offerta nel primo tempo contro il Belgio, ma anche dalla necessità di distribuire le forze tra gli impegni ravvicinati.
Zaniolo, ritorno in Nazionale già finito
Mancini avrebbe voluto rilanciare Zaniolo, richiamato in azzurro dopo essere stato proprio lui a valorizzarlo per la prima volta nel 2018. Il nuovo ritorno in Nazionale, però, è terminato prima ancora di poter scendere in campo.
L’attaccante ha accusato un nuovo problema alla coscia destra, la stessa interessata dalla lesione riportata il 22 agosto nella prima giornata di campionato.
Dopo gli accertamenti effettuati a Roma, i medici della Nazionale si sono confrontati con quelli dell’Udinese. Si tratta di una leggera ricaduta al bicipite femorale, non considerata grave ma sufficientemente delicata da suggerire il rientro immediato al club.
Secondo Roberto Maida sulla Gazzetta dello Sport, la speranza è che Zaniolo possa recuperare già per la ripresa del campionato, il 12 ottobre contro il Torino.
Il giocatore è dispiaciuto per il nuovo stop. Mancini stava pensando di utilizzarlo dall’inizio già contro il Belgio, ma dopo un paio di allenamenti a Coverciano Zaniolo aveva avvertito un fastidio alla coscia. Per rivederlo con la maglia dell’Italia bisognerà probabilmente attendere le convocazioni di novembre.
Italia, prove di rivoluzione contro la Turchia
Con l’uscita di Zaniolo restano 33 giocatori a disposizione. La seduta svolta sul campo intitolato a Gianluca Vialli all’interno del centro Coni dell’Acqua Acetosa ha coinvolto soprattutto chi non era partito titolare contro il Belgio.
Una delle formazioni provate nel 4-3-3 prevedeva:
Kayode, Scalvini, Bastoni e Ruggeri in difesa; Frattesi, Mandragora e Fagioli a centrocampo; Raspadori, Scamacca e Sebastiano Esposito nel tridente offensivo.
Non si tratta ancora di indicazioni definitive. Le prove più significative arriveranno direttamente in Turchia e Mancini potrebbe riservare ulteriori sorprese.
Bastoni torna, Kayode verso una maglia
Come riferisce Roberto Maida sulla Gazzetta dello Sport, alcuni cambiamenti sembrano comunque prendere forma.
Kayode è candidato a sostituire Di Lorenzo sulla destra, mentre Bastoni, dopo aver scontato la squalifica, dovrebbe rientrare al centro della difesa prendendo il posto di Coppola.
Resta aperto il ballottaggio tra Gianluca Mancini e Scalvini per completare il reparto.
A centrocampo potrebbe arrivare la promozione di Frattesi, con Alessandro Romano destinato inizialmente alla panchina. Anche uno tra Barella e Tonali potrebbe riposare.
In questo caso aumenterebbero le possibilità di Rolando Mandragora nel ruolo di regista. Il centrocampista del Torino viene segnalato in ottima condizione e la sua personalità potrebbe rivelarsi preziosa in una trasferta complicata anche dal punto di vista ambientale.
Raspadori e Maldini scalpitano
Il turnover riguarderà anche l’attacco. Raspadori e Maldini sono tra i principali candidati a entrare nel tridente, ma restano in corsa anche Scamacca e Vergara.
Molto dipenderà dalle condizioni dei giocatori utilizzati contro il Belgio e dal loro recupero a sole 72 ore dalla partita dell’Olimpico.
Secondo Roberto Maida sulla Gazzetta dello Sport, Mancini vuole quindi sfruttare l’ampiezza della rosa anche pensando al successivo appuntamento contro la Francia. Nessuna bocciatura definitiva dopo la prima partita: l’obiettivo è trovare rapidamente nuovi equilibri e, soprattutto, una risposta immediata contro la Turchia.
