Corriere dello Sport: “Ct Italia, Malagò verso la scelta. Zazzaroni: ‘Decida senza condizionamenti’”

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La scelta del nuovo commissario tecnico dell’Italia continua ad animare il dibattito. Nel suo editoriale, Ivan Zazzaroni analizza il momento della Nazionale e le pressioni che starebbero accompagnando il presidente federale Giovanni Malagò nella nomina del successore di Gennaro Gattuso. Il Corriere dello Sport sottolinea come la decisione rappresenti il primo vero banco di prova della nuova gestione federale.

Secondo Ivan Zazzaroni, dalle colonne del Corriere dello Sport, Roberto Mancini sarebbe il nome individuato da Giovanni Malagò per la panchina azzurra, ma la sua candidatura troverebbe l’opposizione di alcuni presidenti di Serie A. L’editorialista evidenzia come le resistenze non sarebbero legate ad aspetti tecnici, bensì al modo in cui l’ex ct lasciò la Nazionale, una scelta che continua a dividere il mondo del calcio italiano.


Nel suo intervento, Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport osserva che molte proprietà straniere presenti nel calcio italiano sarebbero invece poco interessate alla questione del commissario tecnico, concentrate soprattutto sulle strategie dei rispettivi club. Per il direttore del quotidiano sportivo, il vero tema dovrebbe essere il rilancio dell’intero movimento calcistico italiano e non le polemiche personali legate alla figura di Mancini.

Il Corriere dello Sport, attraverso l’analisi di Ivan Zazzaroni, mette inoltre in evidenza come Giovanni Malagò sia chiamato a difendere la propria autonomia decisionale. Secondo l’editorialista, il nuovo presidente federale non dovrebbe lasciarsi condizionare da pressioni esterne nella scelta del commissario tecnico, evitando che i club possano influire sulle decisioni che spettano esclusivamente alla Federazione.

Infine, Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, ricorda che nei prossimi giorni Malagò nominerà i vicepresidenti federali e successivamente scioglierà le riserve sul nuovo ct. Per il direttore, la decisione rappresenterà un passaggio fondamentale per la credibilità della nuova governance federale, sottolineando come la Federazione abbia il dovere di scegliere il profilo ritenuto migliore per rilanciare la Nazionale, senza lasciarsi guidare da logiche di opportunità o da pressioni esterne.