Bari, clima rovente tra Comune e De Laurentiis: il sindaco Leccese chiede la vendita del club

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Altissima tensione tra il Comune di Bari e la proprietà della SSC Bari dopo la retrocessione in Serie C. Il rapporto tra il sindaco Vito Leccese e il presidente Luigi De Laurentiis si è ulteriormente irrigidito nelle ultime ore, trasformando il futuro del club biancorosso in un vero caso politico e sportivo.

A quattro giorni dalla richiesta di un incontro urgente avanzata dal primo cittadino, è arrivata la risposta ufficiale della società, seguita immediatamente da una nuova e durissima lettera inviata dal sindaco al patron biancorosso.


Leccese, con toni molto netti, ha chiesto a De Laurentiis di presentare un progetto chiaro per la vendita del Bari, sottolineando come l’attuale proprietà non potrà restare alla guida del club oltre il 2028 a causa delle norme federali sulla multiproprietà.

Nella lunga lettera inviata al presidente della SSC Bari, il sindaco ha contestato apertamente l’atteggiamento della società e il rapporto con la città: «Mi spiace trovare nei toni della Sua risposta conferma della totale estraneità rispetto alla città e della completa indisponibilità al confronto».

Leccese ha poi evidenziato come il tema della cessione del club non rappresenti una richiesta personale, ma una conseguenza inevitabile delle regole federali: «Non è inusuale che io mi interessi alla vendita del Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei».

Nel mirino del sindaco anche la gestione sportiva e comunicativa degli ultimi anni, culminata con la retrocessione in Serie C. Leccese ha ricordato le parole pronunciate in passato dalla famiglia De Laurentiis sul Bari considerato “seconda squadra”, sottolineando il forte malcontento della tifoseria.

Durissimo anche il passaggio relativo allo stadio San Nicola. Il sindaco ha ricordato come il Bari sia l’unica società partecipante alla procedura per l’assegnazione quinquennale dell’impianto, ma ha anche avvertito il club sulla possibilità di valutare alternative: «Ci sono altri impianti in Puglia. Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono».

La lettera si chiude con un messaggio fortemente identitario rivolto alla proprietà: «Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città».

La sensazione è che il clima attorno al club sia ormai arrivato a un punto di rottura. Dopo la retrocessione in Serie C, il futuro societario del Bari rischia di trasformarsi in un tema sempre più delicato non soltanto sul piano sportivo, ma anche istituzionale.