Juve Stabia, Langella rompe il silenzio: «Non ho nulla a che fare con la situazione attuale»
Andrea Langella esce allo scoperto e prende nettamente le distanze dalle recenti vicende societarie che stanno agitando l’ambiente Juve Stabia. In un clima di forte tensione, l’ex numero uno del club ha affidato il proprio sfogo a una nota ufficiale, respingendo con decisione le accuse provenienti da una parte della tifoseria. Come riporta Metropolis, nell’intervista firmata da Fabio Somma, Langella chiarisce la propria posizione e rivendica quanto fatto durante la sua gestione.
L’ex presidente non nasconde l’amarezza per quanto accaduto negli ultimi giorni a Castellammare. «Quanto ho avuto modo di vedere in questi giorni a Castellammare mi ha ferito oltre che turbato perché non riesco in alcun modo a capire come il mio nome possa essere accostato alle attuali vicende della Juve Stabia», ha dichiarato. Parole forti, riportate da Metropolis nell’intervento di Fabio Somma, che testimoniano il disagio personale vissuto dall’ex dirigente.
Langella sottolinea poi i risultati raggiunti durante la sua gestione, sia sul piano sportivo che su quello economico. «Credo sia addirittura superfluo ricordare cosa ho fatto per questa società nel corso degli ultimi anni, risollevandola dall’inferno della Serie C e portandola a disputare la semifinale playoff per la Serie A». Un passaggio chiave, evidenziato ancora da Metropolis nell’articolo di Fabio Somma, con cui l’ex numero uno rivendica il percorso costruito.
Netta anche la presa di distanza dagli sviluppi più recenti. «Quanto accaduto successivamente con l’avvento di Solmate e quanto sta accadendo in queste settimane non ha alcuna attinenza con il sottoscritto», ha aggiunto Langella, respingendo ogni coinvolgimento diretto. Un concetto ribadito più volte, come sottolinea Metropolis attraverso il racconto di Fabio Somma, per sgomberare il campo da ogni equivoco.
Infine, un passaggio rivolto alla città e ai tifosi: «Sono certo che la Castellammare perbene e tifosa delle Vespe riconosce la trasparenza del mio operato». Ma non manca una stoccata finale: «Temo invece che alcune persone stiano gettando benzina sul fuoco per alimentare ulteriore confusione e ordire un piano finalizzato a far ripartire la società da categorie inferiori».
