Inchiesta Milano, escort e calciatori: una ragazza resta incinta dopo una serata

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Emergono nuovi particolari nell’inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di escort e serate esclusive che coinvolgerebbe anche numerosi calciatori di Serie A.

Come racconta Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport, Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport descrive un sistema strutturato nei minimi dettagli, capace di offrire ai clienti un’esperienza completa e altamente esclusiva. Il pacchetto prevedeva «cena-spettacolo in ristoranti di lusso della Milano bene», seguita dalla possibilità di proseguire la serata in discoteche o in camere d’albergo. Tra i locali citati nelle carte dell’inchiesta compaiono il Just Cavalli e l’hotel Me in piazza della Repubblica.


Organizzazione e social

Secondo quanto riportato da Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport, Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport evidenzia come il sistema fosse gestito da una società con sede a Cinisello Balsamo, formalmente attiva nell’organizzazione di eventi ma, secondo gli inquirenti, utilizzata come copertura. Le attività venivano promosse anche sui social, in particolare tramite la pagina Instagram “Made_luxury_concierge”, seguita da numerosi calciatori di Serie A.

Non solo Milano: il gruppo avrebbe organizzato anche trasferte internazionali, soprattutto verso Mykonos, ampliando il giro d’affari.

Clienti e intercettazioni

La clientela, come sottolinea Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport, Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport riporta che fosse composta da imprenditori, vip e sportivi di alto livello. Dalle intercettazioni emergono richieste esplicite e un flusso costante di denaro: «Ho un amico pilota di Formula 1 che vuole una ragazza a pagamento, riusciamo a trovarla?»; «Gli mando la brasiliana».

Le attività sarebbero iniziate già nel 2019 e non si sarebbero fermate neppure durante il periodo del Covid: «Lavoravamo quasi tutte le sere, anche durante il lockdown», è la testimonianza riportata negli atti. Durante un controllo nel 2021, nella sede della società sarebbero state identificate 17 persone, nonostante le restrizioni vigenti.

Arresti e gestione del sistema

L’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari di Emanuele Buttini, Deborah Ronchi e due collaboratori. Secondo la ricostruzione della gip Chiara Valori, i due sarebbero stati i promotori e gestori dell’organizzazione, occupandosi sia dei rapporti con i locali sia della gestione economica.

Dalle intercettazioni emergono indicazioni operative precise: «Le ragazze che hai a casa le porti al Just, ok?», oltre alla gestione diretta dei pagamenti: «I soldi delle buste… li hai presi tu vero?».

Il ruolo delle ragazze

Le indagini evidenziano anche il meccanismo economico: alle ragazze, spesso tra i 18 e i 30 anni, veniva riconosciuta circa la metà dei compensi, mentre il resto veniva trattenuto dall’organizzazione. Le giovani donne alloggiavano nella stessa sede di Cinisello Balsamo e partecipavano alle serate con clienti selezionati, in particolare calciatori professionisti.

Tra gli episodi riportati nelle carte emerge anche una situazione delicata: una ragazza avrebbe scoperto di essere rimasta incinta dopo un incontro con un cliente, circostanza che aggiunge ulteriori elementi di criticità al quadro investigativo.

La mappa dei locali

Secondo Lorenzo Cascini della Gazzetta dello Sport, l’inchiesta tocca diversi punti della movida milanese: dalla zona Moscova, nei pressi del Tocqueville, fino a locali e ristoranti esclusivi come Ceresio e il ristorante Pineta, dove venivano organizzate cene-spettacolo con decine di ragazze.

Un sistema ampio e ramificato, che secondo gli inquirenti avrebbe trasformato la movida milanese in un vero e proprio business strutturato, ora al centro di un’indagine destinata a far discutere anche nel mondo del calcio.

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