Bonucci sogna Guardiola ct: «Sarebbe una rivoluzione»

Leo Bonucci (LaPresse) Ilovepalermocalcio

Leo Bonucci (LaPresse) Ilovepalermocalcio

Leonardo Bonucci lancia una suggestione forte per il futuro della Nazionale italiana. L’ex difensore della Juventus, oggi collaboratore federale e assistente nello staff azzurro, ha indicato Pep Guardiola come profilo ideale per rilanciare l’Italia.

Intervenuto a margine dei premi Laureus a Madrid, Bonucci non ha nascosto il suo pensiero: «Seguendo la lista di nomi che sono stati fatti in questi giorni, se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei dalla possibilità accennata di avere Pep Guardiola, perché avere lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato». Una pista complessa, ma affascinante: «Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla».


Il ruolo in Nazionale e i giovani

Bonucci ha poi fatto il punto sul suo attuale ruolo in Federazione: «Mi è stato chiesto di fare ancora da ponte per la parte di scouting dei giovani e dei ragazzi che possono essere convocati per le partite di giugno».

Parole di fiducia anche per il futuro azzurro: «Abbiamo la fortuna di avere tanti giovani che stanno giocando a grandi livelli e dietro altri che si stanno costruendo». E sui nomi: «Con Donnarumma, Tonali, Bastoni, Calafiori, Palestra, Pio Esposito, Scamacca, i giocatori ci sono».

Il paragone con l’Italia campione d’Europa è chiaro: «La Nazionale di oggi, se la paragono alla nostra che ha vinto l’Europeo cinque anni fa, per tecnica e talento è sicuramente superiore». Ma manca qualcosa: «Quello che manca è un pizzico di crescita a livello di leadership e personalità, perché nelle partite che pesano è la cosa che fa la differenza».

Allegri al Real e Bastoni-Barcellona

Spazio anche al futuro degli allenatori e dei big italiani. Su Allegri, accostato al Real Madrid, Bonucci è netto: «Per il suo modo di gestire uno spogliatoio e il modo di intendere il calcio, il mister Allegri è un allenatore veramente molto vicino allo stile del Real Madrid». E aggiunge: «Sa togliere le responsabilità dalle spalle dei giocatori permettendogli di giocare con la massima libertà».

Il paragone con Ancelotti è inevitabile: «Vedo bene Allegri come allenatore del Real anche perché è un tecnico molto simile ad Ancelotti nel modo di gestire lo spogliatoio e se Ancelotti ha vinto al Real Madrid con Allegri ci sono delle buone chances di ripetersi».

Infine, un passaggio su Bastoni e il possibile interesse del Barcellona: «Il suo modo di intendere il calcio e le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con lo stile del Barcellona». Qualche rischio tattico, ma margini di crescita: «Potrebbe avere qualche problema con gli spazi che lascia il Barça, ma lì molto sta nella crescita individuale».

E una chiosa sul futuro: «Bastoni è ancora giovane, ha 27 anni e quindi altri 6-7 anni ad alto livello, e spero che anche per la Nazionale possa ritrovare quella serenità e quella sicurezza che lo ha contraddistinto negli anni vittoriosi con l’Italia e con l’Inter».

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