Corriere dello Sport: “Dazn rilancia il calcio: Azzi tra Mondiale, pirateria e futuro della Serie A”
Il futuro del calcio passa da tre parole chiave: «Investire, intrattenere e innovare». È questa la visione di Stefano Azzi, amministratore delegato di Dazn Italia, raccontata da Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, in un’intervista che tocca i temi più caldi del sistema calcio: diritti tv, pirateria, nuove generazioni e sostenibilità del prodotto.
Dazn, che dal 2018 trasmette la Serie A, si prepara a una nuova sfida: portare in diretta tutte le 104 partite del prossimo Mondiale, segnando un ulteriore passo avanti nello sviluppo dello streaming sportivo. Un’evoluzione che, come sottolinea Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, guarda al modello americano di NBA e NFL.

“IL MONDIALE È UN PRIMO AMORE”
Azzi parte da un ricordo personale: «Un primo amore. Avevo 13 anni nel 1982, i gol di Paolo Rossi sono stati il mio battesimo al calcio. Mi dipingevo la faccia col tricolore, a casa cucivamo le bandiere. La Nazionale ancora univa».
E sul presente aggiunge: «Dire che ce lo auguriamo è ovvio: noi di Dazn Italia domani saremo tutti a Bergamo a tifare».
Il Mondiale, dunque, resta un evento centrale anche nella nuova era digitale: «In realtà lo faremo ovunque, anche nei bar. Con lo streaming il calcio è a portata di mano, la partita ormai ce l’hai in tasca».
STREAMING E NUOVE ABITUDINI
Il rapporto tra sport e streaming è ormai consolidato: «Oggi siamo abituati a questo tipo di fruizione. Quando siamo entrati nel mercato abbiamo trovato un Paese non sempre digitalizzato. Ora c’è stata una grande spinta anche infrastrutturale».
E il futuro è già interattivo: «Interagire con gli altri tifosi durante la partita o chattare con i campioni è già realtà».
Per gli utenti, promette: «Tanti approfondimenti, tanto racconto del Mondiale, uno show completo prima, durante e dopo le partite».
PIRATERIA E CULTURA
Uno dei temi più delicati resta la pirateria: «Vi stupirò, ma non è un tema legato ai prezzi».
Azzi spiega: «Nel 2022 abbiamo alzato i prezzi e il pezzotto ci ha imitato. Poi abbiamo fatto promozioni e le piattaforme illegali hanno fatto lo stesso. Vengono piratati anche contenuti gratuiti».
Il nodo è culturale: «C’è gente che si sente “cool” fregando il sistema, senza rendersi conto che finanzia la criminalità e regala i propri dati. La leva più importante resta quella delle sanzioni».
SERIE A E FUTURO
Nonostante i timori, il campionato italiano resta centrale: «Il cuore del tifoso è nel calcio domestico. I nostri ascolti sono in crescita, circa 6 milioni a giornata, +15% rispetto all’anno scorso».
Sul rischio svalutazione: «La Serie A è un diritto su cui vogliamo continuare a puntare. Dobbiamo lavorare insieme per non perdere valore».
E la strada è chiara: «Fare, anziché preoccuparsi, è la strategia migliore».
NUOVE GENERAZIONI E INNOVAZIONE
Il calcio deve evolversi: «I miei figli hanno 21 e 22 anni: quando il gioco si ferma prendono lo smartphone. Se trovano qualcosa di più interessante li perdiamo».
La soluzione? «Dobbiamo intrattenere anche nei tempi morti. Non dobbiamo avere paura di mettere in discussione il prodotto calcio».
Anche sul VAR, Azzi è netto: «Non c’è niente di più sano che parlare serenamente di un errore. Il 90% dei clienti vuole audio e video del Var».
Infine, sulla lotta scudetto: «Da quando sono arrivato c’è alternanza ogni anno. Questo mi piace molto perché crea attenzione».
Un calcio sempre più globale, digitale e competitivo. Ma con una certezza: il cambiamento è già iniziato.
