Gazzetta dello Sport, Vindahl: «Abbiamo affrontato il Palermo primo, ma la Samp può giocarsi la promozione»

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Dall’avvio complicato con la Sampdoria alla fiducia ritrovata, passando per il confronto con la Serie B e le ambizioni promozione dei blucerchiati. Peter Vindahl si racconta in un’intervista concessa a Filippo Grimaldi per La Gazzetta dello Sport. Il portiere danese torna anche sulle sfide affrontate contro Palermo e Mantova, ribadendo la convinzione che la Samp abbia il potenziale per puntare ai playoff e giocarsi il salto di categoria.

Come ricorda Filippo Grimaldi su La Gazzetta dello Sport, Vindahl è arrivato a Genova con un curriculum internazionale importante: sono 32 le sue presenze nelle coppe europee, che diventano circa cinquanta considerando anche i preliminari.


L’inizio in blucerchiato non è stato semplice. La lunga inattività successiva all’infortunio di febbraio ha avuto il suo peso e il portiere è finito nel mirino della critica dopo l’errore contro la Juve Stabia e alcune indecisioni nelle partite contro Palermo e Mantova. Il successo con il Catanzaro ha poi contribuito a rimettere le cose a posto.

Vindahl, che tappa è la Samp nel suo viaggio nel calcio europeo?

«Non possiamo predire il domani, ma ho scelto un posto dove potermi immaginare anche in futuro, perché questo è un club iconico. So bene però che non dipende solo da me, ma anche da quello che decideranno Samp e Sparta Praga».

Ha avuto buoni consigli da un ex doriano, come lei cresciuto nell’Academy del Nordsjaelland.

«Sì, ho parlato con Damsgaard, mi ha detto che gli manca la Samp e gli piaceva molto giocare qui».

Due anni fa in questi giorni lei giocava con lo Sparta Praga all’Etihad contro il City di Haaland e Guardiola. Com’è stato ritrovarsi nella Serie B italiana?

«Penso che sia abbastanza difficile comparare le due cose. Faccio un esempio: venerdì andremo a giocare sul sintetico di Avellino, è tutta un’altra cosa. Di sicuro qui ci sono molta pressione e grandi aspettative, molte di più rispetto allo Sparta Praga».

Vindahl e la ripartenza con la Samp

Nel corso dell’intervista raccolta da Filippo Grimaldi per La Gazzetta dello Sport, Vindahl affronta anche il tema del proprio rendimento e della necessità di trovare continuità dopo un avvio difficile.

La parata su Mosti contro il Catanzaro è stata il momento chiave per svoltare dopo l’inizio difficile?

«Secondo me è pericoloso definire un momento specifico e dire che da lì in poi è andato tutto bene. Diciamo che quando la partita è incanalata in senso positivo, lo avverti di più. Secondo me però serve stabilità, evitando le fasi di up and down».

Cos’ha portato nella Samp della sua mentalità scandinava?

«Noi siamo più calmi rispetto a voi italiani, che avete maggiore emotività nel bene sia nel male. Credo che sia giusto esprimere le mie emozioni, proprio per adattarmi al meglio a un Paese che ha una cultura diversa».

Lei è sempre stato la prima scelta del club. Quanto è stato importante?

«Ho avuto la sensazione da subito di poter andare in un club che credeva davvero in me. Non sempre succede così».

Tre danesi: lei, Gartenmann, che ha scelto di giocare per la Svizzera, e Abildgaard. Ha legato soprattutto con loro?

«La lingua aiuta, normale che sia così. Ma siamo un bel gruppo, mi hanno invitato subito a cena anche se io fuori dal campo sono un po’ introverso».

«Avverto la fiducia del tecnico»

Vindahl sottolinea anche il rapporto costruito con Corradi, che lo ha difeso fin dai primi momenti complicati della sua esperienza blucerchiata.

Corradi l’ha difesa sin dal primo giorno. E dopo i suoi errori ha detto: «Quando cadi da cavallo, devi risalirci subito».

«Avverto la fiducia del tecnico, ho creato un bel rapporto con lui, anche se poi so bene che alla fine di tutto conta la prestazione. Ad inizio stagione abbiamo avuto un colloquio: “Mister, se c’è qualcosa in cui posso migliorare, me lo dica”. Preferisco che ci parliamo direttamente, una buona e onesta relazione è la base giusta per crescere insieme».

«Palermo primo, ma il potenziale della Samp è altissimo»

Il passaggio più interessante in chiave rosanero arriva quando al portiere viene chiesto di valutare la dimensione della Sampdoria dopo aver affrontato il Palermo primo in classifica e il Mantova rivelazione.

Come riporta Filippo Grimaldi su La Gazzetta dello Sport, Vindahl non nasconde le ambizioni dei blucerchiati.

Avete affrontato il Palermo primo e il Mantova rivelazione. Qual è la dimensione della Samp?

«L’ambizione è arrivare a giocarci la promozione fino alla fine, entrare nei playoff offrirebbe questa possibilità. Siamo in grado di farlo: il potenziale, qui, è altissimo».

Ha un modello nel calcio?

«Dico Ter Stegen per il modo in cui interpreta il ruolo. E poi Buffon, per quella che era la sua presenza in campo».

Un messaggio ambizioso quello del portiere danese che, nell’intervista concessa a Filippo Grimaldi per La Gazzetta dello Sport, guarda dunque oltre le difficoltà iniziali e indica nei playoff l’obiettivo necessario per permettere alla Sampdoria di giocarsi la promozione fino alla fine.