Corriere dello Sport: “Palermo, ritmo da record ma c’è da registrare qualcosa. Johnsen è l’uomo in più di Inzaghi”
Dieci punti nelle prime quattro giornate e un avvio che entra nella storia rosanero in Serie B. Il Palermo di Filippo Inzaghi procede con lo stesso ritmo della passata stagione, ma con una differenza significativa: questa volta ha già affrontato due trasferte, mentre un anno fa nelle prime quattro giornate aveva disputato tre partite in casa.
Come sottolinea Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, i dieci punti eguagliano le partenze delle stagioni 1964/65 e 2023/24, quest’ultima con Corini in panchina. Numeri importanti che consentono al Palermo di lavorare sugli aspetti ancora da migliorare partendo da una posizione privilegiata: quella di capolista ancora imbattuta.
Possesso palla, ma serve maggiore concretezza
La trasferta di Avellino ha evidenziato alcuni rischi del nuovo corso. Il Palermo vuole comandare le partite, portare molti uomini nella metà campo avversaria e pressare alto, ma il predominio territoriale può diventare sterile quando il ritmo si abbassa.
Paolo Vannini sul Corriere dello Sport evidenzia come gli avversari tendano ormai ad aspettare i rosanero per poi provare a colpirli con lanci lunghi alle spalle di una difesa posizionata molto alta.
Il possesso e la qualità tecnica della squadra dovranno quindi tradursi in un numero maggiore di conclusioni e in una maggiore determinazione negli ultimi metri. È uno degli aspetti sui quali Inzaghi dovrà intervenire per rendere ancora più efficace una squadra costruita per prendere in mano le partite.
La reazione da grande squadra
Proprio perché ad Avellino non si è visto il miglior Palermo, il punto conquistato assume un significato importante. Per la prima volta in stagione i rosanero si sono trovati in svantaggio e hanno impiegato appena tre minuti per reagire.
Dopo la rete irpina, la squadra di Inzaghi ha prodotto un quarto d’ora di grande intensità. Ancora una volta sono risultati determinanti i cambi, come era già accaduto nelle partite contro Mantova e Sampdoria.
A colpire è stato soprattutto il tandem Pohjanpalo-Johnsen. Come rimarca Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, quello realizzato al Partenio è già il quarto gol stagionale nato da una combinazione tra i due.
Johnsen si sta trasformando così nel capocannoniere che non ti aspetti: quattro reti tra Coppa Italia e campionato, alle quali si aggiungono gli assist per un totale di otto partecipazioni alle marcature rosanero.
Johnsen era partito fuori per un problema al polpaccio
L’esclusione iniziale del norvegese ad Avellino non era stata esclusivamente una scelta tecnica. Johnsen aveva accusato un indurimento al polpaccio alla vigilia e Inzaghi ha preferito non rischiarlo dall’inizio, anche considerando il terreno sintetico del Partenio.
La sua gestione si lega inevitabilmente anche all’assenza di Strefezza, destinata a protrarsi oltre la sosta. Una situazione che riduce le alternative sulle corsie offensive a disposizione dell’allenatore.
Gyasi non sarà accantonato
Tra gli esterni c’è poi il caso di Gyasi, che sta attraversando un periodo di scarsa fiducia e finora ha offerto un rendimento inferiore alle aspettative. Il Palermo, però, non ha alcuna intenzione di metterlo da parte.
Secondo Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, l’obiettivo è recuperare il giocatore e valorizzarne anche le caratteristiche fisiche. Ad Avellino, con Johnsen non al meglio, Inzaghi ha scelto proprio Gyasi dall’inizio per conservare nella ripresa una soluzione capace di modificare il ritmo della partita.
Con Strefezza indisponibile si apre però anche un’altra riflessione tattica. Per aumentare le alternative sugli esterni, Inzaghi potrebbe valutare di avanzare uno tra Pierozzi e Cassandro, normalmente impiegati più indietro.
Il Palermo riparte dunque dai dieci punti e dalla vetta, ma anche dalle indicazioni arrivate dal Partenio: aumentare ritmo e pericolosità offensiva e trovare nuove soluzioni sulle corsie in attesa di recuperare Strefezza.
