Stroppa: «Venezia, ora la Serie A è un altro sport. Bisogna fare i complimenti a Frosinone, Palermo e Monza»
Giovanni Stroppa si gode la promozione in Serie A e racconta una stagione che, come emerge nell’intervista rilasciata a Il Gazzettino di Venezia, ha avuto pochi eguali per qualità e continuità.
Il tecnico del Venezia parte dall’inizio del percorso: «Come dice il direttore Antonelli, dovevamo iniziare bene, continuare meglio e finire alla grande. […] Ho trovato voglia di ripartire, capacità di stare insieme, unione, un feeling pazzesco tra squadra e tifoseria».
Un gruppo costruito su misura, come sottolinea lo stesso Stroppa: «Mi sono trovato subito a mio agio, perché era una squadra costruita per me. E questo chiaramente va tutto a merito di Filippo Antonelli».
Nel confronto con le sue precedenti promozioni, l’allenatore non ha dubbi: «Questa squadra è partita prima, ha una completezza di caratteristiche che le altre magari non avevano. Credo che sia la più completa».
Un successo costruito senza mai perdere fiducia: «Mai, nessun dubbio. Quando sei sicuro del lavoro fatto nel quotidiano, prima o poi il risultato arriva».
Tra i momenti chiave della stagione, anche la sofferenza di La Spezia: «Sicuramente abbiamo sofferto insieme, perché stavamo compromettendo qualcosa di assolutamente meritato».
Stroppa riconosce anche il valore delle rivali: «Bisogna fare i complimenti a Frosinone, Palermo e Monza. Se siamo arrivati a questo livello è anche perché siamo stati stimolati dalle altre squadre».
Sulla stagione, la definizione è chiara: «Ho letto spesso straordinari, strepitosi. Questa squadra si merita tutto questo».
Guardando al futuro, il tecnico frena gli entusiasmi: «La Serie A è un altro sport rispetto alla Serie B», lasciando intendere che serviranno interventi per affrontare al meglio la nuova categoria.
Infine, sul suo futuro: «Quando si sta bene in un posto e si vince, non si vuole mai cambiare. Sono assolutamente soddisfatto e riconoscente al Venezia».
E sulla carriera aggiunge: «Il mio orgoglio è il lavoro quotidiano. Vedere una squadra giocare così è la soddisfazione più grande».
