Escl. Riccardo Meli: «Palermo, è l’anno giusto per la Serie A. Mirri mi ha svelato il suo sogno. E sul City Group…»

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«Secondo me il Palermo quest’anno ha la rosa più forte del campionato. Nello sport non sempre vince il più forte, ma la squadra sta girando bene e anche nelle partite più difficili è riuscita a portare a casa il risultato. Credo che questo sia un segnale importante. Il mio sogno è rivedere il Palermo in Europa e sono convinto che, con il progetto del City Group, si possa costruire qualcosa di davvero importante».

Queste le parole rilasciate in esclusiva ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com da Riccardo Meli, velocista italiano specializzato nei 400 metri piani e medaglia d’argento nella staffetta 4×400 metri agli Europei di Roma 2024. Nato a Vico Equense, ma cresciuto a Palermo, l’atleta delle Fiamme Gialle ha raccontato il suo profondo legame con i colori rosanero, le emozioni vissute recentemente allo stadio Renzo Barbera e l’incontro con il presidente Dario Mirri. Spazio anche alle ambizioni della formazione siciliana, al progetto del City Football Group e agli obiettivi personali nel mondo dell’atletica.


Da dove nasce la sua passione per i colori rosanero?

«La mia passione per i colori rosanero nasce grazie a mio padre, che è palermitano. Io sono nato a Vico Equense, in provincia di Napoli, mentre mia madre è di Torre del Greco, anche se la sua famiglia è siciliana e i miei nonni materni sono messinesi. Nonostante abbia vissuto i primi anni della mia vita vicino a Napoli, mio padre mi ha trasmesso fin da subito questa passione. A sei anni mi sono trasferito a Palermo con tutta la famiglia e da quel momento ha iniziato a portarmi allo stadio. Dal 2008 al 2013 sono stato abbonato al Renzo Barbera e ho avuto la fortuna di vivere gli anni più belli, quelli di Pastore, Cavani, Miccoli ed Hernández».

In occasione dell’ultima gara al Barbera è stato invitato dal club rosanero. Che emozione è stata per lei?

«È stato veramente molto bello, anche perché inizialmente mi aspettavo semplicemente un biglietto in tribuna autorità per assistere alla partita. Invece il Palermo mi ha fatto vivere un’esperienza completa. Ho visitato il museo e sono entrato sul terreno di gioco durante il riscaldamento. Non ero mai stato sul prato del Renzo Barbera ed è stata un’emozione incredibile, soprattutto con lo stadio pieno. Mi sono ritrovato anche sotto la Curva Nord ed è stato davvero speciale. La cosa più bella ed emozionante, però, è stata conoscere il presidente Dario Mirri. Quando ha saputo della mia storia, ci teneva a incontrarmi e per me è stato un grande onore».

È stato ripreso durante un lungo dialogo con il presidente Mirri. Di cosa avete parlato?

«Abbiamo trascorso qualche minuto insieme. Inizialmente abbiamo parlato un po’ di atletica, perché mi ha detto di aver conosciuto la mia storia e di essere contento di incontrarmi. Poi abbiamo parlato della mia passione per il Palermo. Spero non si offenda se racconto questa cosa, ma mi ha detto che sono ancora molto giovane e che, secondo lui, mi godrò gli anni d’oro del Palermo, perché alle spalle c’è un bel progetto. Sinceramente gli credo, anche perché lo pensavo già prima che me lo dicesse. Quello che sta facendo il City Group per il Palermo è qualcosa di bello e importante. Spesso la gente non lo apprezza perché ha poca pazienza, ma un progetto serio non si giudica soltanto dai risultati immediati sul campo. Bisogna guardare anche a quello che è stato fatto fino a oggi, come il centro sportivo, il progetto per il nuovo stadio e le tante attività sociali. Ho visto quanto il Palermo sia impegnato anche sotto questo aspetto e credo che certe iniziative abbiano un valore persino superiore ai risultati sportivi, che sono convinto arriveranno gradualmente».

Questo Palermo continua a mantenere il primo posto in classifica. Secondo lei è l’anno giusto per conquistare la promozione?

«Secondo me sì, è l’anno giusto. Credo che il Palermo abbia nettamente la rosa più forte della Serie B. Poi sappiamo che nello sport non sempre vince il più forte, però al momento la squadra gira bene e anche nelle partite più complicate è riuscita a ottenere risultati positivi. Penso che sia un segnale importante. Ripeto, secondo me la rosa è nettamente superiore a quella delle altre squadre del campionato. Non vedo grandissime rivali e credo che le due favorite per la promozione siano Palermo e Pisa. Poi potrebbe esserci qualche sorpresa oppure il Verona potrebbe riprendersi e rientrare nella corsa attraverso i playoff».

Cosa significherebbe per lei rivedere il Palermo in Serie A?

«Sarebbe bellissimo. Ho avuto la fortuna di vivere gli anni migliori del Palermo quando ero piccolo e mi piacerebbe poterli rivivere adesso che sono più grande. La Serie A manca ormai da tanti anni e sarebbe un’emozione enorme. Anche dal punto di vista personale sarebbe bello, perché attualmente vivo a Roma e potrei seguire più facilmente la squadra in trasferta. In questi anni sono stato a Empoli, Mantova, Pescara e Cittadella. Con la Serie A avrei la possibilità di vedere il Palermo contro Lazio e Roma senza nemmeno spostarmi dalla città in cui vivo. Anche trasferte come Firenze e Bologna sarebbero molto più semplici da raggiungere in treno. Scherzi a parte, per Palermo sarebbe importantissimo tornare nella massima serie. Credo che il City Group, con il club in Serie A, potrebbe investire capitali ancora maggiori. Il mio sogno sarebbe vedere il Palermo tornare in Europa e magari diventare una realtà simile a quella che sta costruendo il Como».

Crede che Palermo abbia le potenzialità per costruire un progetto simile a quello del Como?

«Sicuramente il Como ha una proprietà forse anche più ricca del City Group e ha il vantaggio di essere l’unica società su cui quella proprietà concentra i propri investimenti, mentre il City Group gestisce diversi club. Però credo che Palermo abbia un bacino di pubblico nettamente superiore. È una città più grande, con molti più tifosi e tantissimi turisti. Quando torno al Renzo Barbera mi capita spesso di vedere anche tanti visitatori stranieri. Parliamo di una città che, pur giocando in Serie B, riesce ad avere uno degli stadi con maggiore affluenza considerando entrambe le categorie. Credo che ci siano tutte le condizioni per costruire un progetto importante e sono convinto che il City Group ne sia consapevole. Penso sia anche uno dei motivi per cui abbia deciso di investire così tanto nel Palermo. Sono sicuro che qualcosa di importante accadrà e le parole del presidente Mirri hanno rafforzato ulteriormente questa mia convinzione».

Un’altra sua grande passione, diventata anche una professione, è l’atletica leggera. Da dove nasce questo amore per lo sport?

«Anche questa passione arriva da mio padre, che è stato un atleta. Era un velocista ed è il palermitano più veloce di sempre sui 100 metri, con un tempo di 10”4. Io invece corro i 400 metri. Mio padre faceva parte del Corpo Forestale e oggi lavora come carabiniere all’aeroporto Falcone-Borsellino. Non mi ha mai obbligato a praticare atletica e, in realtà, non mi ha nemmeno spinto a farlo. Da piccolo giocavo a calcio, facevo il portiere ed ero molto veloce, anche rispetto a ragazzi di due o tre anni più grandi di me. Quando avevo quindici anni ho capito che tecnicamente non avevo le qualità necessarie per diventare un calciatore professionista e ho deciso di provare con l’atletica. In questo sport sono riuscito a realizzare il sogno di diventare un atleta professionista. Oggi faccio parte delle Fiamme Gialle, il gruppo sportivo della Guardia di Finanza. Fin da piccolo ho sempre desiderato lavorare nel mondo dello sport e spero di poter rimanere in questo ambiente anche dopo la fine della mia carriera agonistica».

Quali sono i suoi prossimi obiettivi, sia dal punto di vista personale che nelle competizioni internazionali?

«Il primo obiettivo è migliorare il mio primato personale sui 400 metri, che attualmente è di 45”74. Ormai sono quattro anni che corro su questi tempi e vorrei riuscire a fare un ulteriore salto di qualità, arrivando intorno ai 45 secondi bassi. Per quanto riguarda gli appuntamenti internazionali, ci saranno gli Europei indoor a Valencia e i Mondiali all’aperto a Pechino. La staffetta italiana dovrebbe essere qualificata grazie al tempo ottenuto quest’anno agli Europei di Birmingham, dove ha conquistato la vittoria. In quell’occasione non ho gareggiato perché ero la prima riserva. Il mio obiettivo è riuscire a partecipare da titolare nella staffetta 4×400 metri ai Mondiali di Pechino e gareggiare sia nella staffetta che individualmente agli Europei indoor di marzo».