Palermo Mare vietato sulle coste di mezza provincia

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La stagione balneare è alle porte, ma per la provincia di Palermo arriva un dato che preoccupa. Come riportato da La Sicilia, circa il 40% del litorale risulta non balneabile, con 75 chilometri di costa interdetti su un totale di circa 200.

Secondo quanto evidenzia La Sicilia, il report dell’assessorato regionale alla Salute, attraverso il Dipartimento attività sanitarie, fotografa una situazione complessa. Non tutti i divieti sono legati all’inquinamento: ben 38 chilometri risultano non accessibili perché inseriti in aree portuali o industriali, oppure interessati da foci di fiumi, depuratori o vincoli ambientali.


La criticità maggiore, però, resta quella ambientale. Come sottolinea La Sicilia, circa 15 chilometri di costa sono vietati per inquinamento, concentrati in una lunga fascia che va da Sferracavallo (zona Barcarello) fino a Termini Imerese. Un tratto ampio e articolato, che comprende diversi comuni dell’hinterland palermitano.

Nel dettaglio, La Sicilia segnala come Palermo sia il comune più colpito. Oltre a Sferracavallo, anche una porzione di Mondello sarà interdetta: circa 300 metri nella zona del “Ferro di cavallo”, già soggetta in passato a variazioni batteriologiche. A questo si aggiungono i quasi 4 chilometri tra Sant’Erasmo e Bandita, da anni in condizioni critiche, e un tratto del Lido Olimpo in via Messina Marine.

La situazione coinvolge anche i centri limitrofi. Come evidenzia ancora La Sicilia, tra i comuni più interessati figurano Ficarazzi, Bagheria, Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia e Trabia. In particolare, Casteldaccia registra circa 1,8 chilometri non balneabili, mentre Trabia si attesta su 1,6 chilometri tra porto e svincolo autostradale.

Il quadro si completa con ulteriori restrizioni: circa 14 chilometri vietati per la presenza di fiumi o torrenti, 2 chilometri per motivi di sicurezza e 6 chilometri perché ricadenti in aree protette come Ustica, Isola delle Femmine e Capo Gallo.

Infine, ricorda La Sicilia, i controlli sulla qualità delle acque vengono effettuati prima dell’inizio della stagione e poi con cadenza mensile. Questo significa che la situazione può evolversi nel corso dell’estate: alcune aree potrebbero tornare balneabili, mentre altre potrebbero essere interdette in base ai parametri microbiologici e chimico-fisici.

Un’estate che, dunque, si apre tra luci e ombre per il mare palermitano, con la qualità delle acque ancora al centro dell’attenzione.

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