Italia, Mancini riparte con ambizione: «Voglio una squadra che domina e gioca bene. Nei prossimi quattro anni porteremo a casa qualcosa»
Comincia da Coverciano il nuovo corso di Roberto Mancini alla guida della Nazionale. Il commissario tecnico dell’Italia ha parlato in conferenza stampa dal Centro Tecnico Federale alla vigilia della settimana che porterà gli Azzurri al primo appuntamento della nuova Nations League, venerdì 25 settembre contro il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma.
Tanti i temi affrontati dal ct: dal ritorno in Nazionale ai giovani convocati, passando per il rapporto con i tifosi dopo l’addio del 2023, le possibili soluzioni tattiche e gli obiettivi dei prossimi quattro anni.
Il ricordo di Sandro Mazzola
Mancini apre la conferenza dedicando un pensiero a Sandro Mazzola:
«Tra un po’ ci saranno i funerali di Mazzola, volevo unirmi al cordoglio di tutta Italia nel ricordo di un mito come Sandro».
«Tornare qui è un grande piacere»
Il ritorno a Coverciano riporta alla mente i momenti vissuti durante la precedente esperienza azzurra:
«Ieri quando sono tornato ero molto felice, abbiamo passato momenti molto belli insieme. Per me è un grande piacere. Ai ragazzi i concetti saranno semplici: per vincere devi essere una squadra che gioca bene, che si diverte e che ha voglia di fare qualcosa di importante. Gli dirò di divertirsi, perché nello sport se non ti diverti non raggiungi risultati. Abbiamo una fortuna, il nostro lavoro è la nostra passione».
Le convocazioni e la scelta dei giovani
Il ct spiega anche la decisione di allargare il gruppo e dare spazio a diversi calciatori emergenti:
«Se avessi chiamato i giocatori avanti con l’età ci sarebbero state critiche… Ho chiamato giocatori giovani perché è giusto conoscerli direttamente per avere una squadra forte in futuro, dobbiamo essere veloci nel capire chi potrà stare con noi i prossimi 4 anni. Ho convocato più giocatori del solito perché voglio vederli direttamente sul campo».
La lista iniziale comprendeva nove calciatori alla prima convocazione. Nel frattempo Bryan Cristante è stato sostituito da Samuele Ricci, mentre Federico Dimarco ha lasciato il ritiro per un problema fisico ed è stato rimpiazzato da Matteo Ruggeri.
Mancini su Diana Bianchedi
Spazio anche al nuovo capo delegazione:
«Diana la conoscete tutti, ha vissuto momenti indimenticabili nello sport italiano e potrà darci una grande mano».
«Il calcio evolve, spesso bisogna cambiare»
Rispetto alla sua precedente esperienza, Mancini non intende rimanere ancorato alle vecchie soluzioni:
«Il calcio evolve, spesso bisogna cambiare per arrivare a degli obiettivi. Cercheremo di fare qualcosa di bello e positivo, servirà tempo, ma metteremo dentro il massimo».
Sul possibile utilizzo di esterni come Dimarco e Palestra aggiunge:
«Adesso è abbastanza facile… Due non ci saranno. Per noi sarà importante averli tutti il prima possibile, anche quelli infortunati».
I giovani all’estero e il caso Zoma
Un altro tema riguarda i giovani italiani che scelgono di proseguire la propria crescita fuori dalla Serie A:
«Noi non possiamo lamentarci, dobbiamo trovare la soluzione. La soluzione è andare a vedere e sceglierli velocemente, anche per non rischiare di perdere quelli col doppio passaporto. Zoma è andato in Serie B tedesca che ha un ottimo livello, sta facendo bene e speriamo continui».
Zoma è tra i giocatori alla prima convocazione di questo nuovo ciclo azzurro.
L’addio del 2023 e il rapporto con i tifosi
Mancini affronta anche il capitolo legato alla conclusione della sua precedente esperienza sulla panchina dell’Italia:
«In credito no. Se un tifoso si sente tradito può arrabbiarsi, è comprensibile, per riconquistarli dobbiamo fare le cose per bene e riportare la Nazionale dove merita, così magari le cose si tranquillizzeranno».
Il lavoro di Baldini
Il commissario tecnico riconosce anche l’importanza del percorso svolto con i giovani:
«Credo sia stato utile per lui e il suo lavoro con l’U21, ma anche per noi per farceli conoscere. In passato abbiamo chiamato più di 50 giovani, se sono bravi li chiamiamo».
Il colloquio con Malagò
Mancini conferma di avere parlato anche con Malagò:
«Ci ho parlato, è tranquillo ma noi dobbiamo pensare al nostro lavoro a cominciare dalla partita col Belgio».
Esperti e giovani, cosa chiede Mancini
Il nuovo gruppo dovrà trovare il giusto equilibrio tra chi conosce già la Nazionale e chi si affaccia per la prima volta nel mondo azzurro:
«Dai giocatori esperti che diano una mano all’inserimento dei giovani. Dai giovani che mettano a disposizione tutto ciò che hanno, i giovani spesso giocano tranquilli e spensierati, fanno cose che i più vecchi magari non fanno perché pensano troppo».
«Voglio una squadra che domina»
Mancini chiarisce quindi quale dovrà essere l’identità della sua Italia:
«Io parto per avere una squadra che domina, che gioca bene, che dia sempre il massimo. Non si può sempre vincere, ma noi partiremo per fare questo, per vincere. Siamo tutti positivi».
«Nei prossimi quattro anni porteremo a casa qualcosa»
L’obiettivo è anche quello di riaccendere l’entusiasmo intorno alla Nazionale:
«Ci sono molti che sono qua per la prima volta. Sono felici di esserci e vogliono dare il massimo. Io non penso alle cose negative, parto per fare qualcosa di bello e che faccia divertire i tifosi. Sicuramente nei prossimi 4 anni porteremo a casa qualcosa, ne sono sicuro. Un po’ di giocatori ne conosco, hanno solo bisogno di giocare».
Dal 4-3-3 alle due punte: Mancini non si chiude
Nessun sistema tattico prestabilito. Il ct vuole prima valutare le caratteristiche della rosa:
«Al di là di qualche giocatore infortunato, vediamo. Siamo aperti a qualsiasi situazione tattica: possiamo giocare con le due punte, col 4-3-3, ma anche in altri modi. I giocatori sono capaci di fare tante cose, inizieremo ad allenarci e poi vedremo in questi giorni».
I giovani e le scelte per il Belgio
Non è scontato che tutti i volti nuovi trovino immediatamente spazio:
«Siamo all’inizio, ci sono calciatori che hanno giocato poco e altri che hanno fatto un po’ di più. Ora conta chi ha minuti nelle gambe, perché a settembre ci sono sempre delle difficoltà. Valuteremo molto l’aspetto fisico».
«Sono qui per vincere il più velocemente possibile»
Per Mancini il ritorno rappresenta contemporaneamente una nuova sfida e un altro capitolo della propria carriera:
«Entrambi. Io sono qua per vincere il più velocemente possibile. Sono curioso di vedere i ragazzi più giovani, di costruire una squadra con questi ragazzi. Sono certo che avremo delle belle soddisfazioni».
La nuova generazione azzurra
Il ct vede segnali incoraggianti nei giovani che stanno emergendo:
«Stanno venendo fuori adesso tutti insieme, sono felice per questo perché hanno qualità tecniche e fisicità. Nella mia prima esperienza non avevamo tanti giocatori così, fisicamente eravamo indietro ad altri ma avevamo qualità tecniche enormi e per questo abbiamo fatto risultati importanti».
«Dobbiamo vincere e risalire nel ranking»
Il tempo, tuttavia, non è molto. L’Italia comincia immediatamente con quattro incontri ufficiali di Nations League contro Belgio, Turchia, Francia e ancora Turchia.
«Non sappiamo quanto tempo servirà, ma dovremo essere veloci nel capire i giocatori che abbiamo e capire cosa potranno darci in futuro. Abbiamo partite importanti, subito ufficiali e senza possibilità di sbagliare. Dobbiamo vincere e risalire nel ranking».
Il nuovo metro arbitrale
Mancini accoglie positivamente anche un calcio nel quale venga lasciato maggiore spazio al gioco:
«Ho sempre pensato che l’Italia giocasse ad un ritmo inferiore perché si fischiavano troppi mezzi falli. In Premier League non fischiano quasi mai, per me è molto positivo».
Kean, Esposito e la scomparsa degli 0-0
Infine, il commissario tecnico parla degli attaccanti e di un campionato che sta offrendo più gol:
«Non hanno giocato, ma giocheranno più avanti, perché sono bravi. Il fatto che sia sparito lo 0-0 è più divertente per chi vede le partite, poi arriveranno anche quelli più avanti».
Il Mancini-bis parte dunque da un concetto preciso: costruire rapidamente un’Italia giovane ma competitiva, capace di comandare le partite e tornare a vincere. Il primo esame arriverà venerdì 25 settembre all’Olimpico contro il Belgio.
