Escl. Ibarbo: «Vicino al Palermo nel 2017. Quando Cellino venne in Colombia…»

Screenshot 2026-04-16 060546

«Nel 2017 fui vicino a vestire la maglia del Palermo. Questo avvenne prima del mio ritorno al Cagliari, poi andai via perché non trovai l’accordo con il presidente Giulini. Sapevo dell’interesse dei rosanero, anche se non parlarono direttamente con me. Mi dispiace perché giocare per il Palermo sarebbe stata un’esperienza bellissima».

Queste le dichiarazioni ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com di Victor Ibarbo, attaccante colombiano con un’esperienza in Italia con le maglie di Cagliari e Roma.


Proprio il Palermo affronterà nel prossimo turno il Cesena del suo ex compagno Ashley Cole. Sorpreso dalla scelta presa dal tecnico inglese?

«Ho un bel ricordo di lui dell’esperienza vissuta insieme alla Roma. Da giocatore ha ottenuto successi importanti e ha intrapreso un percorso di livello anche da allenatore. Non mi ha sorpreso la sua scelta di sedersi sulla panchina del Cesena. Penso che adesso possa giocarsi le sue carte anche su un campo difficile come quello di Palermo. Tiferò per il mio ex compagno, anche se alla fine spero che possa vincere chi dimostrerà di meritare di più i tre punti finali».

Pensa che il suo Cagliari abbia messo in ghiaccio la salvezza dopo la vittoria contro la Cremonese?

«Non penso che il discorso salvezza possa ritenersi ormai archiviato e credo che il Cagliari debba tenere alta la guardia fino alla fine. Ritengo positiva la stagione dei sardi, soprattutto in considerazione del grado di difficoltà del campionato italiano».

Si aspettava dalla Roma di Gasperini?

«I risultati raggiunti da Gasperini con l’Atalanta sono stati sotto gli occhi di tutti. Io penso che si debba dare tempo al mister e che si debba credere in questo progetto. Per tale ragione credo che sia giusto proseguire con lui anche per la prossima stagione».

C’è stato qualche altro top club italiano che ha provato ad acquistare il suo cartellino dal Cagliari?

«Prima di andare alla Roma mi aveva cercato l’Inter. Il tecnico Stramaccioni avrebbe voluto portarmi in nerazzurro. L’accordo non si trovò e successivamente venni ceduto alla Roma».

C’è qualche aneddoto particolare che la lega a Cellino, suo ex presidente al Cagliari?

«Considero il presidente Cellino e il direttore Marroccu come delle figure paterne nella mia esperienza in Italia. Ricordo che vennero di persona in Colombia per venirmi a vedere, un episodio raro considerando che difficilmente un presidente veniva nel nostro paese per prelevare un giocatore. Arrivato in Italia mi disse che dovevo vestire la maglia numero ventitré e così mi legai a quel numero. Lui vive per il calcio e ha sempre affrontato questo mondo con tanta passione, anche se non sempre è stato compreso».

Anche ai suoi tempi veniva tempestato dai messaggi dei tifosi per il gioco del fantacalcio?

«Assolutamente sì. Mi chiedevano di segnare per far vincere le loro squadre e, a volte, anche di battere i rigori. Devo dire che non mi dispiaceva questo aspetto, che ho sempre vissuto con piacere e curiosità».

Ha già pensato a cosa farà quando appenderà gli scarpini al chiodo?

«In questo momento sono ancora concentrato sulla mia carriera da calciatore. Mi piacerebbe giocare ancora per uno o due anni. Quando capirò che non sarò più felice di andare al campo ad allenarmi, allora opterò per chiudere la mia esperienza da calciatore. A quel punto vorrei restare sempre in questo mondo, intraprendendo la carriera da procuratore».

C’è un nuovo Ibarbo?

«Devo dire che mio figlio mi assomiglia molto sia fisicamente sia per caratteristiche tecniche. Gioca nell’Atletico Nacional e spero possa continuare su questa strada. Non nascondo che mi piacerebbe un giorno vederlo in Italia».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *