FIGC, frenata sulla riforma arbitrale: ipotesi ritorno a due CAN

Inaugurazione Centro Sportivo Palermo (11) gravina

La tanto discussa rivoluzione del sistema arbitrale italiano, che avrebbe dovuto introdurre il professionismo per i direttori di gara, è destinata a restare in stand-by. Secondo quanto riportato da La Repubblica, la FIGC non avrebbe al momento la solidità politica necessaria per sostenere un cambiamento così profondo.

Il peso del futuro della Nazionale

Alla base dello stop ci sarebbero ragioni strettamente legate al contesto istituzionale. Il futuro della federazione e del suo presidente, Gabriele Gravina, dipenderebbe infatti anche dall’esito dei playoff mondiali della Nazionale italiana. Un eventuale fallimento potrebbe incrinare gli equilibri interni e mettere in discussione la larga maggioranza che aveva sostenuto la sua rielezione.


Il nodo Zappi e il mese decisivo

Un altro passaggio chiave è atteso per aprile, quando il presidente dell’AIA, Antonio Zappi, conoscerà l’esito del ricorso presentato al Collegio di Garanzia del CONI contro la squalifica di 13 mesi.

In caso di conferma della sanzione, Gravina potrebbe sfruttare la situazione per rafforzare il proprio consenso interno e tentare di portare avanti una riforma ridimensionata, evitando al contempo il rischio di commissariamento.

L’ipotesi: ritorno a due CAN

Tra le soluzioni allo studio, prende quota quella di un ritorno al passato: due CAN separate, una per la Serie A e una per la Serie B. In questo scenario, il professionismo verrebbe riservato soltanto agli arbitri di élite, con l’obiettivo di contenere i costi e rendere più sostenibile il sistema.

Rocchi in bilico, possibile ritorno di Rosetti

Parallelamente, resta aperta anche la questione legata al designatore arbitrale. Gianluca Rocchi, in scadenza a giugno, sembra sempre più lontano dal rinnovo. Al suo posto potrebbe arrivare Roberto Rosetti, attualmente designatore UEFA e sostenitore di un utilizzo meno invasivo del VAR.

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