Gazzetta dello Sport: “Euro 2032, l’Italia corre contro il tempo: solo uno stadio pronto, ora servono garanzie”

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A sei anni dall’Europeo del 2032, che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia, il tempo stringe più di quanto si potesse immaginare. Come evidenzia Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, il vero nodo non è più la candidatura, ma la concreta realizzazione delle infrastrutture necessarie per accogliere la competizione.

Secondo quanto riportato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, entro ottobre 2026 verranno selezionati i cinque stadi italiani che ospiteranno le gare. Un passaggio cruciale, che però arriva in un contesto tutt’altro che rassicurante. L’allarme lanciato dal presidente UEFA Ceferin è netto: «Avete infrastrutture calcistiche tra le peggiori d’Europa. Se non saranno pronte, il torneo da voi non si giocherà».


Un monito che, come sottolinea ancora Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, si inserisce in un quadro già critico evidenziato anche dall’ex presidente FIGC Gravina. Nella sua relazione, Gravina ha denunciato l’assenza di stanziamenti economici per Euro 2032, a differenza di altri eventi sportivi sostenuti con fondi anche plurimiliardari. Ritardi e lentezze burocratiche hanno ulteriormente complicato il percorso, con il commissario straordinario per gli stadi entrato in carica solo ad aprile.

Il dato più allarmante riguarda però lo stato degli impianti: ad oggi, come rimarca Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, solo l’Allianz Stadium di Torino è pienamente conforme ai requisiti UEFA. Attorno a questo scenario si muovono altri progetti, con nove stadi ancora in corsa: oltre a Torino, il nuovo San Siro, il Franchi rinnovato, l’Olimpico di Roma e il futuro impianto giallorosso, insieme a Salerno, Palermo, Cagliari e Napoli, quest’ultimo frenato da tensioni tra club e amministrazione comunale.

Restano invece indietro città come Bologna, Verona, Bari e Genova, ormai fuori dai giochi. Il requisito fondamentale per ottobre sarà la presentazione di progetti approvati e corredati da solide garanzie finanziarie. Alcuni dossier sono più avanzati, come quelli di Roma e Firenze, ma molte incognite restano aperte, soprattutto su Milano, dove il nuovo San Siro è condizionato da inchieste e dinamiche politiche.

Il prossimo presidente federale, atteso per il 22 giugno, avrà un compito immediato e complesso: accelerare i processi, facilitare l’approvazione dei progetti e sostenere economicamente club ed enti locali. Le linee guida sono già state indicate, anche dalla Commissione del Senato, che ha proposto misure come sgravi fiscali, semplificazioni normative e strumenti di finanziamento innovativi.

Tra le ipotesi sul tavolo figurano una quota delle scommesse destinata al sistema calcio, il tax credit e la creazione di fondi di investimento per trasformare gli stadi in asset sostenibili e redditizi. Tuttavia, come ribadisce Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, senza un intervento deciso dello Stato, il rischio è concreto: perdere Euro 2032 e compromettere ulteriormente l’immagine del calcio italiano.

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