Palanca: «Quando ho visto il Palermo segnare dopo 3 minuti ero preoccupato»
Massimo Palanca torna a parlare del “suo” Catanzaro e lo fa con l’emozione di chi continua a sentirsi parte della storia giallorossa. Il grande ex delle Aquile, simbolo delle promozioni in Serie A degli anni ’70 e miglior marcatore all time del club calabrese, ha analizzato il momento della squadra di Alberto Aquilani sulle pagine del Corriere dello Sport.
Palanca, diventato nel tempo cittadino onorario di Catanzaro e icona assoluta del club, ha raccontato con orgoglio il percorso dei giallorossi, arrivati a giocarsi la finale playoff per la Serie A contro il Monza.
«Un’annata molto bella per le mie ex squadre – ha dichiarato Palanca al Corriere dello Sport – tutte con grandi obiettivi raggiunti o ancora da raggiungere».
L’ex attaccante ha parlato anche del lavoro svolto dal Catanzaro sul settore giovanile e sulla valorizzazione dei talenti calabresi.
«Il Catanzaro sta facendo un grande lavoro con gli under di diverse categorie, basti pensare al ritorno nella sua terra di Favasuli. Se fai un lavoro di base coi giovani puoi diventare forte», ha spiegato Palanca. «Il presidente Noto sta guardando oltre per dare ancora più solidità al progetto realizzando una cittadella sportiva».
Nel corso dell’intervista al Corriere dello Sport, Palanca è tornato anche sulla semifinale playoff contro il Palermo.
«La prima è stata tutta in discesa, ma l’altra sera quando ho visto il Palermo in gol dopo 3’ ero preoccupato», ha ammesso. «Era una partita difficile ma è stata gestita bene. Giocarla era l’unica possibilità per venirne fuori».
Secondo Palanca, il Catanzaro ha trovato il giusto equilibrio tra esperienza e freschezza: «È una squadra nella quale c’è il giusto mix di giovani e anziani. I primi danno freschezza, gli altri portano l’esperienza necessaria per gestire gare come le prossime».
L’ex bandiera giallorossa ha poi elogiato il lavoro di Alberto Aquilani: «Il merito più grande, società a parte, è di Aquilani che tiene tutti sulla corda. Chiunque subentra dà il massimo».
Palanca ha sottolineato anche l’aspetto atletico della squadra: «Uno come Brighenti pensavo potesse andare in difficoltà, invece dietro tutto questo c’è un grosso lavoro di preparazione».
Spazio poi ai singoli. Sul rendimento di Pittarello, Palanca ha dichiarato: «È un calciatore eccezionale per impegno e sacrificio. Non mi convince come prima punta, ma se è esploso quest’anno è anche merito del gioco di Aquilani».
E su Iemmello non ha dubbi: «Pietro non si discute».
Infine, il messaggio più romantico, quello che lega ancora oggi Massimo Palanca al Catanzaro: «Ora c’è euforia e bisogna godersela. Il mio cuore è sempre qui».
