Corriere dello Sport: “Noto rilancia il Catanzaro: «Abbiamo restituito orgoglio a una regione intera»”
La delusione per una Serie A soltanto sfiorata c’è, ma non può cancellare l’orgoglio per un percorso che ha riportato il Catanzaro ai vertici del calcio cadetto. Floriano Noto guarda alla stagione appena conclusa con soddisfazione e, nell’intervista concessa al Corriere dello Sport, rivendica il lavoro svolto dalla società negli ultimi anni, capace di restituire credibilità al club e di riaccendere l’entusiasmo di un’intera regione.
Il presidente giallorosso non nasconde l’amarezza per il traguardo mancato, ma preferisce concentrarsi sul cammino compiuto. «Sono molto orgoglioso perché abbiamo dato dignità alla Calabria intera e ai tanti tifosi che seguono il Catanzaro con uno spirito d’identità unico. Ho ricevuto attestati di stima da ogni parte del mondo, grazie anche alla copertura televisiva assicurata dalla Lega B all’evento», ha dichiarato Noto al Corriere dello Sport.
Ripercorrendo i nove anni alla guida del club, il numero uno del Catanzaro individua nella ricostruzione della credibilità societaria il risultato più importante raggiunto. «Guardi, io dirigo questa società da 9 anni. La cosa più importante è aver ricostruito la credibilità del club. Oggi siamo un punto di riferimento per tante società che ci affidano i loro giovani. E stiamo crescendo anche sotto il profilo infrastrutturale. Certo, dopo 43 anni eravamo tornati a sognare la A. Ma, forse, non ancora del tutto pronti. La delusione per un obiettivo toccato e non raggiunto è tanta. Ma è grande anche la soddisfazione per esserci battuti alla pari con tutti», ha spiegato il presidente nell’intervista pubblicata dal Corriere dello Sport.
Il Catanzaro ha raggiunto i playoff per il terzo anno consecutivo, un risultato che conferma la solidità del progetto tecnico. Noto ha ricordato il lavoro svolto dalla società anche durante l’ultima estate, quando si è resa necessaria una nuova rifondazione. «Aquilani è stato il terzo allenatore consecutivo, dopo Vivarini e Caserta. La scorsa estate abbiamo rifondato squadra e società e i risultati ci hanno premiato. Siamo andati oltre i nostri obiettivi.»
Proprio il tecnico rappresenta uno dei temi principali delle prossime settimane. Il presidente ha confermato la volontà di proseguire insieme ad Aquilani, pur riconoscendo che il richiamo della Serie A potrebbe risultare determinante. «Da parte nostra c’è la disponibilità a portare avanti un progetto pluriennale con lui. Ma se arrivano richieste dalla A, come si fa a fermarlo? Non ci sarà un altro caso Vivarini. Ma lui ci lasciò per andare in un altro club cadetto. Alberto, in B, allenerebbe solo qui.»
Nel corso della lunga chiacchierata con il Corriere dello Sport, Noto è tornato anche sulle immagini che hanno commosso il popolo giallorosso dopo la semifinale contro il Monza. «Abbiamo vissuto momenti di grande emozione. Ma il calcio, nella mia visione, deve essere questo. Abbiamo regalato tante gioie a noi stessi e alla nostra gente, che ci ha supportati ovunque», ha raccontato il presidente.
Il pensiero va soprattutto a un’immagine rimasta impressa nella sua memoria. «Sto cercando quel bambino che piangeva a Monza, aggrappato alla rete di recinzione del settore occupato dai nostri sostenitori. Vedere Alberto consolarlo è stato un momento di straordinaria umanità che non dimenticherò mai. Quel piccolo tifoso è l’emblema del calcio che amo di più.»
Un capitolo speciale è dedicato alla tifoseria, autentico valore aggiunto della stagione giallorossa. «La nostra gente ci ha seguito ovunque. E poi ce ne sono tanti in tutta Italia che ci sono stati accanto. A loro va la nostra gratitudine», ha sottolineato Noto.
Parole di grande stima sono state rivolte anche al direttore sportivo Polito, uno degli uomini chiave del progetto Catanzaro. «Il nostro ds interpreta il ruolo in modo encomiabile. Non c’è alcun dubbio che farà una grande carriera da dirigente. Il suo futuro a Catanzaro, come quello di Aquilani, dipenderà da lui.»
Le prossime settimane saranno importanti anche per definire il quadro dirigenziale, con alcune figure che potrebbero salutare il club. Noto, però, invita tutti alla riflessione dopo una stagione intensa e ricca di emozioni. «Ci siamo presi tutti una pausa. Non è stato facile elaborare la gara di Palermo, che ci ha logorati molto. Ci auguriamo che questa esperienza possa continuare, senza ostacolare le ambizioni di nessuno.»
Tra i motivi d’orgoglio c’è anche la capacità del Catanzaro di competere con realtà economicamente molto più forti. Il presidente ha ricordato il confronto con il Monza, sottolineando il differente peso salariale delle due squadre. «Abbiamo dimostrato che con giovani, organizzazione e cuore le partite sono giocabili anche in condizioni economiche diverse. Aver messo all’angolo il Monza ci inorgoglisce tantissimo.»
L’intervento di Noto al Corriere dello Sport si è poi spostato sulle problematiche economiche che interessano l’intero sistema calcistico italiano. «La condizione essenziale è avere risorse non sempre disponibili per tutti. E lavorare in modo sostenibile diventa complicato. I fondi d’investimento? Saranno sempre più importanti. Ma il caso Juve Stabia dimostra che anche questa condizione comporta rischi. Perché chi non ha rapporti con i territori può andare via da un momento all’altro. È così in tante crisi industriali nel nostro Paese.»
Da qui la condivisione delle preoccupazioni espresse da altri dirigenti della categoria. «Hanno ragione. Serve una rivoluzione culturale e normativa. Mi auguro che la nuova governance federale riesca a battersi perché gli interessi divergenti possano trovare una sintesi per il bene di tutti.»
Il presidente giallorosso guarda con attenzione anche all’evoluzione delle proprietà calcistiche e al crescente peso dei fondi. «I fondi sono preziosi. Ma possono alterare il sistema. La disponibilità di risorse stimola appetiti da parte di agenti e calciatori non governabili. Col pericolo di un effetto emulativo dannosissimo. E debiti certi.»
Secondo Noto, il rischio è quello di allontanarsi progressivamente dalla dimensione più autentica del calcio italiano. «Scenario non congruo al nostro Paese. È ovvio che così si accentuano le differenze e il calcio, senza la passione della gente, diventa un’altra cosa. Vedere quel bambino piangere per il Catanzaro non ha prezzo.»
Sul fronte tecnico, il club dovrà valutare possibili partenze dopo la cessione di Bonini all’Almeria, ma il presidente mostra fiducia nel lavoro del vivaio. «Vediamo cosa resterà di questo Catanzaro. Abbiamo un settore giovanile che, grazie a Massimo Bava, può lanciare altri ragazzi: Arditi, una prima punta fisica e Maiolo. E c’è Tassone, un catanzarese, difensore goleador.»
Infine il messaggio rivolto ai tifosi, che negli ultimi anni hanno ritrovato entusiasmo e orgoglio attorno ai colori giallorossi. «Il massimo per onorare la nostra terra e i tanti catanzaresi che apprezzano i sacrifici fatti e che faremo», ha concluso Noto.
