Quotidiano di Puglia: “Verso il Palermo. Bari, il simbolo di questa svolta è Nikolaou”

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In un’annata in cui nulla aveva funzionato, a metà gennaio potrebbe essere finalmente arrivata la prima mossa giusta: Moreno Longo. Lo scrive Davide Abrescia sul Quotidiano di Puglia, raccontando come al “Manuzzi” di Cesena siano bastati appena tre giorni al nuovo allenatore per “rivoltare” il Bari. Non tanto nelle scelte tecniche, perché la squadra è rimasta la stessa, quanto nella testa e nello spirito.

I limiti tecnici restano evidenti, ma a Cesena si è vista una squadra capace di lottare e soffrire fino all’ultimo minuto. Ed è qui che sta la vera vittoria di Longo, oltre a quei tre punti che mancavano da tre lunghi mesi. Una masterclass di comunicazione e di campo, come sottolinea ancora Davide Abrescia del Quotidiano di Puglia.

Alla vigilia Longo era stato chiarissimo: «Chi non vuole lottare, me lo dica». La risposta del gruppo è arrivata sul campo. Anche chi, nei sei mesi precedenti, era sembrato assente, ha risposto presente. Non può essere un caso. Longo ha toccato le corde giuste, dando quella scossa emotiva che nessuno era riuscito a imprimere prima. Basta un confronto per capire la differenza: al primo cambio in panchina della stagione, Caserta-Vivarini, il Bari perse 5-0 a Empoli. A Cesena, invece, contro un coefficiente di difficoltà persino superiore, la squadra ha sofferto da squadra vera. È tutto qui, come evidenzia Abrescia sulle colonne del Quotidiano di Puglia.

Ora, però, guai a fermarsi. Longo da solo non può fare miracoli. Le sue richieste per il ritorno sono state chiare: investimenti e programmazione, ciò che è clamorosamente mancato dopo la finale persa contro il Cagliari. Longo può essere una garanzia proprio sotto questo aspetto: progetto e visione. Quel nono posto di qualche stagione fa non era da buttare, ma lo si è capito troppo tardi, sottolinea Davide Abrescia sul Quotidiano di Puglia.

La difesa ritrovata.
Rivitalizzare il Bari è il compito affidato a Longo, e a Cesena si è visto anche sul piano difensivo. Per settimane la retroguardia biancorossa era stata il bersaglio preferito delle critiche, spesso a ragione: disattenzioni, limiti strutturali ed errori individuali avevano reso il Bari uno dei reparti più battuti del campionato nella prima parte di stagione. Una fragilità costante che aveva accompagnato la discesa in classifica.

Al “Manuzzi”, però, lo scenario è cambiato. Il successo ha interrotto un digiuno che durava da novembre e ha restituito tre punti di enorme valore, ma soprattutto segnali incoraggianti. Contro una delle squadre più forti del torneo, il Bari ha mostrato compattezza, concentrazione e una migliore organizzazione, reggendo l’urto nei momenti di maggiore pressione, come rimarca ancora il Quotidiano di Puglia con Davide Abrescia.

Il simbolo di questa svolta è Nikolaou. Spesso in difficoltà nella prima parte di stagione, il difensore greco ha probabilmente disputato la sua miglior gara in maglia biancorossa: attento, deciso, preciso nelle letture. L’assist per il colpo di testa vincente di Moncini impreziosisce la prestazione, ma ciò che conta di più è la sicurezza trasmessa a tutto il reparto.

Se sarà davvero l’inizio di una nuova fase lo dirà il tempo. Ma la notte di Cesena consegna un’immagine diversa: un Bari solido, capace di soffrire, difendere da squadra e restare lucido nei momenti chiave. Per chi lotta per la salvezza è già un passo enorme. Il resto dovrà farlo il mercato: gli innesti giusti, in quest’ultima settimana, saranno l’ingrediente finale per consegnare a Longo lo sprint salvezza, conclude Davide Abrescia sul Quotidiano di Puglia.

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