Corriere dello Sport: “La Giovane Italia di Baldini prova a riaccendere l’azzurro dopo il fallimento Mondiale”
Sessantaquattro giorni dopo la notte di Zenica e dopo l’ennesima delusione che ha escluso l’Italia dal Mondiale per la terza edizione consecutiva, la Nazionale torna in campo. Non sarà una semplice amichevole, ma un passaggio delicato all’interno di una fase di profonda transizione che coinvolge l’intero movimento calcistico italiano. Nell’analisi firmata da Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, emerge il significato che possono assumere le sfide contro Lussemburgo e Grecia in un momento storico particolarmente complesso per il calcio azzurro.
L’Italia si presenta a questi appuntamenti senza una guida tecnica definitiva e in attesa della ricostruzione dell’assetto federale. Come sottolinea Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, il nuovo commissario tecnico sarà il quarto nel giro di appena dodici mesi, una conseguenza diretta della crisi apertasi con l’esonero di Luciano Spalletti.
Le due gare erano state programmate come tappe di avvicinamento al Mondiale e la FIGC, pur colpita dall’eliminazione, non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di cancellarle. Oltre agli impegni contrattuali e agli obblighi legati al calendario FIFA, queste partite rappresentano un’opportunità per guardare al futuro e valutare una nuova generazione di talenti.
Secondo Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, proprio da questi giovani potrebbe arrivare un segnale importante per un movimento che da anni fatica a valorizzare il proprio patrimonio tecnico. «Se i dirigenti del calcio italiano pensassero a valorizzare il talento indigeno, piuttosto che reclutare in giro per l’Europa vecchi campioni o stranieri di scarso livello, non saremmo caduti così in basso», è la riflessione che accompagna l’analisi sul momento attraversato dal calcio italiano.
Basta osservare l’elenco dei convocati per comprendere quanto talento italiano stia crescendo lontano dai riflettori della Serie A. Inacio, Mane e Reggiani si stanno formando al Borussia Dortmund, Chiarodia milita nel Borussia Mönchengladbach e Koleosho gioca nel Burnley. Giovani che rischiano di costruire la propria carriera lontano dai campionati italiani.
Altri prospetti, invece, stanno emergendo in Serie B. Nomi come Dagasso del Venezia o Faticanti della Juventus Next Gen vengono indicati come possibili protagonisti del futuro azzurro. Un patrimonio tecnico che, secondo quanto evidenzia Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, troppo spesso non trova spazio nel calcio professionistico italiano.
La spedizione azzurra sarà accompagnata da una figura simbolica come Giancarlo Antognoni, campione del mondo nel 1982 e oggi capodelegazione dell’Under 21, insieme al segretario generale federale Marco Brunelli.
In panchina ci sarà Baldini, sempre più proiettato verso l’Europeo Under 21 del 2027 e convinto di poter riportare l’Italia anche alle Olimpiadi di Los Angeles. Il tecnico ha scelto di puntare sul gruppo che conosce meglio, mantenendo una linea coerente con il lavoro svolto negli ultimi mesi.
Tra i nomi più attesi c’è certamente Pio Esposito, considerato uno dei principali punti di riferimento offensivi del futuro azzurro. Accanto a lui figurano Pisilli e Palestra, già protagonisti del percorso giovanile, mentre Gianluigi Donnarumma ha deciso di essere presente nonostante il momento difficile vissuto dalla Nazionale.
Come racconta Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, il resto della rosa è composto quasi esclusivamente da debuttanti o da giocatori alle prime esperienze internazionali. Profili come Ahanor, Bartesaghi e Ndour si sono messi in evidenza nell’ultima stagione e rappresentano alcune delle speranze più interessanti del calcio italiano.
Dal punto di vista tattico, Baldini dovrebbe affidarsi a un 4-3-3 offensivo, cercando di valorizzare le qualità tecniche di una squadra che nelle selezioni giovanili ha mostrato capacità realizzative e personalità. L’obiettivo immediato è quello di superare il Lussemburgo, attualmente 98° nel ranking FIFA, e giocarsela alla pari con la Grecia, che occupa la 47ª posizione mondiale.
Non sono mancate le critiche per l’assenza di alcuni profili più esperti come Scalvini, Ricci, Coppola o Ruggeri, ritenuti da alcuni osservatori utili per costruire una Nazionale più competitiva nell’immediato. Tuttavia, secondo l’analisi proposta da Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, il tema del ranking e dell’esperienza non può rappresentare l’unica chiave di lettura di un progetto che punta soprattutto a costruire il futuro.
La missione della cosiddetta “Giovane Italia” va oltre il semplice risultato sportivo. L’obiettivo è restituire entusiasmo a una tifoseria profondamente ferita, offrendo una prospettiva diversa e dimostrando che il talento italiano esiste ancora. Dopo mesi di delusioni e polemiche, questi ragazzi avranno il compito di regalare almeno novanta minuti di speranza e leggerezza, provando a riportare un po’ di luce nell’azzurro diventato improvvisamente troppo scuro.
