Arezzo, Bucchi dopo la promozione: «La Serie B va affrontata a viso aperto»
Cristian Bucchi si gode il premio ricevuto al Trofeo Maestrelli 2026 dopo la splendida promozione conquistata con l’Arezzo. Il tecnico amaranto ha ripercorso la stagione trionfale in Serie C e guardato con ambizione al prossimo campionato cadetto, sottolineando la volontà di affrontare la Serie B senza rinunciare alla propria identità.
«Lo spero davvero. Anche perché, guardando l’anagrafe, ho quasi 49 anni ma alleno già da 15. Vincere dopo così tanto tempo è stato meraviglioso e ha ripagato un cammino lungo e bellissimo, a tratti complicato o nebuloso», ha dichiarato Bucchi ai microfoni di TuttoMercatoWeb.
L’allenatore ha poi raccontato il significato personale della promozione ottenuta con il club toscano: «Nella mia carriera ho toccato la Serie A, ho fatto tanta Serie B e una sana gavetta in Serie C. Ripartire quest’anno da Arezzo e riuscire subito a vincere ha rappresentato per me una vera rinascita, vissuta con una maturità diversa. Mi piacerebbe molto ritornare sul palcoscenico della massima serie, e spero che questo traguardo sia il primo passo per un nuovo salto di categoria».
Guardando alla prossima stagione, Bucchi è consapevole delle difficoltà del campionato cadetto, ma non vuole rinunciare alla filosofia che ha portato l’Arezzo alla promozione: «Sarà un campionato molto tosto, caratterizzato da un grandissimo ritmo e da un’elevata qualità tecnica. Quest’anno ho seguito molto la categoria e mi sono divertito parecchio, vedendo esprimere un ottimo calcio. Spesso ho preferito le gare cadette a quelle della massima serie».
Il tecnico amaranto ha poi aggiunto: «Ci attende un percorso difficile, ma l’Arezzo dovrà affrontarlo con lo stesso grande coraggio che ci ha contraddistinto finora. Non dobbiamo assolutamente snaturarci. Sappiamo di essere tra i più piccoli della categoria, ma saremo anche i più vogliosi. Vogliamo tenerci stretta la Serie B giocando a viso aperto, senza speculare o adottare una mentalità puramente difensiva che non ci porterebbe lontano».
Bucchi ha condiviso anche il pensiero di chi sostiene che in questa stagione la Serie B abbia offerto uno spettacolo migliore rispetto alla Serie A: «Sì, sono d’accordo. Ho visto diverse partite e molte squadre esprimevano un gioco eccellente, come stiamo vedendo anche in questi entusiasmanti play-off. In Serie A spesso prevale il tatticismo esasperato a causa del peso dei punti in palio, mentre in Serie B si riesce ancora a unire lo spettacolo al risultato».
Un elogio che il tecnico ha esteso anche ai colleghi protagonisti del campionato cadetto: «Questo è il grande merito di tanti tecnici preparati: penso a Massimiliano Alvini, che ha fatto qualcosa di straordinario, ma anche a Stroppa, Calabro, Aquilani e molti altri che stanno elevando lo spessore del panorama calcistico italiano, preparando al meglio le squadre anche per il salto successivo».
Infine, Bucchi è tornato sulla parentesi vissuta al Sassuolo, esperienza che considera fondamentale per la propria crescita professionale: «Assolutamente sì, anche se ci ho messo un po’ di anni per metabolizzarla. Quella di Sassuolo è stata una parentesi straordinaria, ma è arrivata quando ero molto giovane, a soli 39 anni, e subito dopo la chiusura di un ciclo lungo e importante come quello di Di Francesco».
Il tecnico ha concluso così la sua riflessione: «In quel preciso momento storico probabilmente la società aveva bisogno di una guida più strutturata. All’epoca avevo tanta voglia di imporre le mie idee, mentre il gruppo necessitava di una gestione diversa. L’esperienza però insegna e la scelta di ripartire da Arezzo in Serie C è nata proprio dalla volontà di riconquistarmi tutto un passo alla volta. Ora torniamo in Serie B con un entusiasmo immenso e tanta voglia di sognare, mettendo in campo qualità, orgoglio e coraggio».
