Ventinove arbitri in Procura: “Rocchi parlava con molti club”
L’inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale si allarga e prende sempre più forma. Come riportato da Repubblica, sono ben 29 gli arbitri ed ex direttori di gara ascoltati dagli investigatori negli ultimi mesi, tra indagati e testimoni, per ricostruire il presunto sistema che ruoterebbe attorno alla gestione Rocchi.
Secondo quanto emerge da Repubblica, diverse testimonianze avrebbero parlato di un meccanismo interno fatto di «figli e figliastri», con presunte disparità di trattamento tra arbitri. Un quadro che, come sottolinea più volte Repubblica, avrebbe contribuito a delineare l’ipotesi di reato di frode sportiva in concorso.
Nel dettaglio, Repubblica riporta il racconto di alcune fonti ascoltate dagli inquirenti, che descrivono un clima di forte tensione:
«Designazioni a piacimento» e «epurazione delle figure che non si piegavano al metodo», sarebbero alcuni degli elementi emersi nei verbali raccolti.
Sempre secondo Repubblica, tra le accuse più pesanti figura quella di presunti contatti non consentiti tra Rocchi e dirigenti di club:
«Era in costante rapporto telefonico con i dirigenti delle squadre, pur non potendo da regolamento», riferisce una fonte.
Un altro punto centrale, evidenziato da Repubblica, riguarda la presenza del designatore nella sala VAR anche al di fuori dei turni previsti, elemento che si collega agli episodi già sotto indagine, come la “bussata” durante Udinese-Parma.
Le testimonianze, sottolinea Repubblica, non si limitano ai cinque match già noti (Udinese-Parma, Inter-Verona, Bologna-Inter, Inter-Milan e Salernitana-Modena), ma citano anche altri episodi sospetti. Tra questi, un caso relativo a Inter-Roma, con presunte indicazioni ricevute dal VAR su input esterno.
Nonostante il quadro accusatorio in evoluzione, Repubblica ribadisce un punto fermo: al momento gli indagati sono esclusivamente appartenenti alla categoria arbitrale. Nessun club, compresa l’Inter, risulta coinvolto.
Come ricostruisce ancora Repubblica, l’indagine nasce nel 2024 da una serie di esposti, tra cui quello dell’avvocato Croce e dell’ex assistente Rocca, oltre alle segnalazioni dell’ex arbitro Abbattista, che avrebbero dato impulso agli accertamenti.
Determinante, secondo Repubblica, anche il lavoro della Guardia di Finanza, che ha acquisito audio e video della sala VAR di Lissone, elementi ritenuti centrali per chiarire eventuali interferenze nelle decisioni arbitrali.
Infine, uno snodo decisivo è atteso nei prossimi giorni. Come evidenzia Repubblica, gli interrogatori di Rocchi e Gervasoni potrebbero rappresentare il momento in cui la Procura svelerà parte del materiale raccolto. La linea difensiva resta diversa: silenzio probabile per Rocchi, disponibilità a rispondere per Gervasoni.
Un’inchiesta complessa, che — come sottolinea Repubblica — continua a far emergere nuovi elementi e a scuotere profondamente il sistema arbitrale italiano.
