Perinetti: «Inzaghi può portare il Palermo in alto. Athletic Club? Ottime basi per il futuro»

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Giorgio Perinetti analizza presente e futuro del calcio italiano, con uno sguardo particolare su Palermo e sull’esperienza all’Athletic Club. Il direttore generale, intervenuto ai microfoni di SiciliaCalcioPodcast, ha toccato diversi temi, soffermandosi anche sul lavoro di Filippo Inzaghi.

Parlando del Palermo, Perinetti ha espresso fiducia nell’allenatore rosanero: «Aveva iniziato bene già a Venezia, dove abbiamo vinto il campionato. È un allenatore concreto, con idee utili per vincere. Credo abbia le possibilità di portare il Palermo in alto, direttamente o tramite playoff». Un attestato di stima importante per Inzaghi, considerato un tecnico capace di incidere sia sul piano tattico che su quello della gestione del gruppo.


Perinetti ha poi ribadito la bontà del lavoro svolto finora: «Ha avuto un impatto sul Palermo assolutamente positivo e sa guidare una squadra con ambizioni. Speriamo che il Palermo possa far bene con lui». Parole che confermano la fiducia nella possibilità di vedere i rosanero protagonisti nella corsa alla Serie A.

Spazio anche all’Athletic Club Palermo, realtà in crescita nel panorama calcistico: «Mister Ferraro ha fatto un lavoro straordinario, mantenendo gran parte delle promesse fatte. La squadra è andata oltre le previsioni, arrivando anche in vetta». Perinetti ha sottolineato come il percorso sia stato superiore alle aspettative, pur riconoscendo qualche limite: «Forse non eravamo pronti mentalmente per un campionato di testa, ma la stagione resta molto positiva».

Guardando avanti, il dirigente intravede prospettive incoraggianti: «Ci sono buone prospettive per il futuro, dipenderà anche dall’impegno che i soci vorranno mettere il prossimo anno, ma credo che le premesse ci siano».

Infine, una riflessione sul valore della Serie D: «È un campionato di buon livello, un serbatoio di idee per gli allenatori e un sistema formativo per i calciatori. Non è vero che il livello si abbassa: si alza quello delle categorie inferiori».

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