Commisso e l’inchiesta “Risiko”: presunti legami con la ‘ndrangheta, accuse da verificare
L’inchiesta antimafia “Risiko”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, apre scenari delicati che sfiorano anche il mondo del calcio. Al centro delle ricostruzioni investigative, riportate dalla Gazzetta del Sud, emerge il nome dell’ex presidente della Fiorentina Rocco Commisso, scomparso nei mesi scorsi.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, un’informativa dei Carabinieri del Ros di Reggio Calabria, depositata agli atti, farebbe riferimento a un presunto finanziamento di un milione di euro che Commisso avrebbe destinato a soggetti legati alla ‘ndrangheta nella zona di Marina di Gioiosa Jonica. Si tratta, è bene precisarlo, di elementi investigativi contenuti in intercettazioni e quindi ancora tutti da verificare nelle sedi giudiziarie competenti.
La Gazzetta del Sud sottolinea come queste informazioni emergano da una conversazione intercettata il 14 luglio 2025 in un bar di Siderno, nella quale uno degli indagati, Frank Albanese, avrebbe fatto riferimento a tali presunti rapporti. Gli investigatori, tuttavia, parlano di spunti investigativi e non di prove definitive.
L’inchiesta “Risiko”, come evidenzia ancora la Gazzetta del Sud, riguarda una rete criminale con ramificazioni internazionali che si estenderebbero oltre l’Italia, coinvolgendo anche Paesi come Canada, Germania, Australia e, secondo gli ultimi sviluppi, anche città statunitensi come Boston e Providence.
Un altro aspetto chiarito dagli investigatori riguarda la distinzione tra la famiglia Commisso citata nell’indagine e quella dell’ex patron della Fiorentina: si tratterebbe infatti di nuclei distinti, senza legami diretti accertati.
La vicenda resta dunque in una fase preliminare e delicata. Le informazioni contenute negli atti investigativi dovranno essere approfondite e verificate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
