Osti si racconta: «Palermo è amore puro. Le mie figlie la amano, il futuro? Lo decidono i risultati. Sogno la A»

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Il presente e il futuro si intrecciano nel racconto di Carlo Osti, oggi direttore sportivo del Palermo, che nell’intervista concessa a Valerio Tripi per la Repubblica Palermo si sofferma sul suo percorso dirigenziale e sul legame costruito con la città rosanero. Un’esperienza arrivata quasi all’improvviso, ma diventata subito centrale nel suo cammino professionale.

«È arrivata in modo inaspettato, dopo un anno fermo anche per il modo in cui si erano interrotti i rapporti con la Samp. È stata una sorpresa bellissima, conoscevo Giovanni Gardini dai tempi di Treviso. Ho trovato un mondo diverso, molto organizzato, con una metodologia di lavoro strutturata come quella del City Football Group, molto attenta ai dettagli».


Nel racconto a Valerio Tripi per la Repubblica Palermo emerge con forza anche il rapporto con la città, diventato in poco tempo profondo e coinvolgente: «Palermo è una città straordinaria, le mie figlie la amano. La conoscevo da turista, ma viverla da ds è del tutto diverso. Ti rendi conto ogni giorno dell’amore incredibile della gente per il Palermo, lo percepisci ovunque. È un amore forte e molto passionale».

Un legame che, come sottolinea ancora Valerio Tripi per la Repubblica Palermo, va oltre il semplice ruolo professionale: «Questo rapporto ti coinvolge inevitabilmente. Ti fa venire voglia di dare qualcosa in più. È una città affamata di calcio. Sono venuto a Palermo con la Samp in A e ho visto cosa era la Serie A a Palermo».

Da qui nasce anche una visione chiara per il futuro del club: «Mi piace pensare a un ritorno del Palermo in A e cosa sarebbe questa piazza con l’amore e l’attaccamento dei tifosi alla squadra come quello che sanno dare i tifosi rosanero».

Infine, uno sguardo al domani, personale e collettivo, nelle parole raccolte da Valerio Tripi per la Repubblica Palermo: «L’obiettivo è chiaro e condiviso da tutti: società, squadra, Inzaghi e il suo staff e la città intera. E lavoriamo ogni giorno per raggiungerlo. Io sto bene a Palermo, ma non sono io a deciderlo, nel calcio contano i risultati e sono sempre quelli a determinare la continuità di un rapporto».

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