Il fuorigioco, almeno per ora, non cambia. Niente “luce” o “busto”: resta tutto com’è con il SAOT, il fuorigioco semiautomatico, mentre eventuali riforme continueranno a essere testate nei vari tornei. È una delle decisioni emerse dalla prima riunione annuale dell’Ifab, andata in scena a Bologna, come riportato da Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport.
Se le indicazioni verranno ratificate tra fine febbraio e inizio marzo, alcune modifiche potrebbero entrare in vigore già dal Mondiale 2026 e poi essere adottate nei campionati successivi. L’indirizzo è chiaro: velocizzare il gioco, ridurre le interruzioni e limitare le perdite di tempo. Un orientamento evidenziato ancora da Matteo Dalla Vite della Gazzetta dello Sport, che ricostruisce nel dettaglio le linee guida discusse dall’Ifab.
Tra le novità più concrete c’è l’estensione del conto alla rovescia di otto secondi. Dopo i riscontri positivi per le rimesse dei portieri, punite con un calcio d’angolo in caso di infrazione, l’Ifab ha deciso di applicare lo stesso principio anche alle rimesse laterali e ai calci di rinvio. L’obiettivo è preservare il tempo di gioco effettivo, in attesa – forse lontana – di una riforma strutturale sul tempo effettivo, come sottolineato da Matteo Dalla Vite sulle colonne della Gazzetta dello Sport.
Capitolo Var. Il protocollo resta limitato alle quattro situazioni che possono cambiare una partita – gol, rigori, espulsioni dirette e scambio di persona – ma con tre estensioni specifiche, pensate per non rallentare il flusso di gioco. In presenza di errori chiari ed evidenti, gli arbitri potranno rivedere le espulsioni nate da un secondo giallo errato: il Var non suggerirà il cartellino, ma potrà intervenire per annullarlo. Inoltre, sarà possibile controllare l’assegnazione errata di un calcio d’angolo, a discrezione dei singoli campionati, purché la verifica avvenga quasi in tempo reale e prima della battuta che potrebbe portare a un gol. Un passaggio chiave dell’analisi firmata da Matteo Dalla Vite per la Gazzetta dello Sport.
Ultimo fronte: le cure mediche e i “furbetti” delle perdite di tempo. Il testo dell’Ifab prevede che i giocatori che ricevono cure o valutazioni mediche in campo debbano uscire dal terreno di gioco e restarvi per un periodo di tempo determinato, definito dopo la ripresa. Previsto anche un limite di dieci secondi per i calciatori che lasciano il campo in caso di sostituzione. Il tempo di stop per le cure dovrebbe aggirarsi intorno ai due minuti, come ipotizzato in passato da Pierluigi Collina, con eccezioni per i portieri o per i giocatori vittima di fallo sanzionato. Nei test già effettuati, però, i tempi sono stati variabili: dai 30 secondi della Premier ai due minuti dell’Arab Cup, passando per la Mls che applica la regola da tre anni.
Le decisioni definitive arriveranno tra febbraio e marzo. L’obiettivo è farsi trovare pronti per il Mondiale 2026 e per i futuri avvii di stagione, come conclude Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport.
