Donadoni presenta Spezia-Palermo: «Faccio fatica a pensare che abbiano il doppio dei nostri punti»
Roberto Donadoni, tecnico dello Spezia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Palermo.
Sui nuovi arrivi a centrocampo:
«La settimana scorsa parlavamo dei nuovi arrivi, adesso ne sono arrivati altri due, due centrocampisti. Anche quel reparto viene un po’ impolpato, in attesa che ne arrivi un terzo ulteriore. Devo dire che ho avuto oggi per la prima volta Romano, Alessandro. L’impressione è positiva. Del resto abbiamo fatto questa scelta di prendere un giovane che ha delle prospettive importanti. Nell’allenamento di stamattina mi ha fatto subito una buona impressione. Viene da una scuola dove è abituato a fare determinate cose, ha avuto un allenatore come Gasperini che insegna calcio e sa cosa vuol dire lavorare anche con i giovani. Da questo punto di vista è sicuramente un buon innesto, mi fa piacere. Quando lavori con i giocatori giovani è sempre stimolante anche per l’allenatore».
Su Valoti:
«In termini di età non possiamo dire lo stesso magari per Valoti, con il quale ho una conoscenza di vecchia data, però legata a suo padre, perché siamo cresciuti inizialmente nelle giovanili dell’Atalanta insieme. Direi che Mattia è un giocatore integro, non è più giovanissimo ma ha ancora anni davanti. È importante dal punto di vista della fisicità. Ha un’esperienza di campionati vinti, di situazioni vissute molto positive. Il suo apporto sarà fondamentale e importante per noi. È chiaro che è un giocatore che dall’inizio dell’anno non ha minutaggio in campo se non negli allenamenti e per qualche partita, quindi dovremo essere bravi a portarlo a regime. Però poco a poco entrerà a pieno ritmo e potrà darci una grossa mano».
Sulla scelta dei due attaccanti e sull’atteggiamento:
«Abbiamo degli attaccanti che hanno delle caratteristiche abbastanza simili in termini di proposta, a parte un po’ di fisicità differenti. Contro il Sudtirol era una partita molto fisica e serviva avere anche un impatto di un certo tipo. Però credo che molto parta da un discorso mentale. Io posso anche avere una struttura fisica non alla pari dell’avversario, ma devo essere bravo a sfruttare le mie caratteristiche, togliermi dalla pressione e non vivere solo il duello fisico. I giocatori rapidi e svelti possono darti più noia quando hai una struttura fisica importante».
«Tutto serve per crescere e capire. Credo che i ragazzi abbiano compreso che per giocare a calcio ci vuole intraprendenza, la voglia di rischiare anche sbagliando qualcosa, ma senza mai rinunciare. Invece siamo stati un po’ troppo rinunciatari».
Sulla difesa e i problemi fisici:
«Abbiamo giocatori che non sono riusciti ad avere una continuità legata a problematiche fisiche. Qualcuno recuperava e poi aveva ancora un acciacchino, quindi ci siamo dovuti amministrare. Adesso abbiamo una partita domenica dove non mi piace neanche sentir dire che non abbiamo nulla da perdere, perché c’è sempre da perdere quando non fai il risultato».
Sulla distanza dal Palermo:
«Che il Palermo abbia il doppio dei punti nostri è una cosa che si sono meritati sul campo, ma faccio fatica a pensare che la mia squadra possa essere così tanto distante. Abbiamo questa opportunità e dobbiamo essere bravi a coglierla. Dobbiamo andare in campo con il gusto di lottare su ogni palla e uscire sapendo di avere dato tutto».
Su giovani e mentalità:
«L’età ha un suo peso, ma troppo spesso si pensa che l’età sia figlia di ingenuità. Non deve essere così. Abbiamo preso Romano che ha 20 anni, Comotto che ne ha 17 e ha dimostrato di poterci stare. Mi piace questo tipo di intraprendenza. Essere bravi ragazzi non significa non essere giocatori di alto livello».
Sulle palle inattive:
«È un problema di tensione eccessiva. Bisogna togliersi queste scorie e andare a caccia della palla con grande determinazione. A volte la paura ti affossa, altre volte ti incentiva la concentrazione. Se siamo bravi a incanalarla nel modo giusto può essere utile».
Sul mercato:
«Gli acquisti fatti mi trovano soddisfatto del lavoro fatto da Melissano e dal presidente. Ci stiamo muovendo in due o tre direzioni. Non è semplice, ma credo che due o tre inserimenti ancora possano esserci. C’è bisogno di chiudere il mercato quanto prima per essere focalizzati sul lavoro».
Sull’approccio contro il Palermo:
«Parlare di Davide e Golia è eccessivo. Quando affronti quelli forti deve essere uno stimolo. Il possesso palla è importante, ma deve essere costruttivo. Quando ti concedono certe opportunità devi andare con cattiveria agonistica. Quando un allenatore ti dice di andare a fare gol, non ti sta dicendo solo di correre».
