Rinaudo: «Palermo, mercato pazzesco: quasi da carro armato. In Serie A sarebbe già pronto»
Dal legame con Palermo al lavoro svolto da direttore sportivo rosanero, passando per il giudizio sulla squadra costruita dal City Football Group. Leandro Rinaudo si è raccontato in una lunga intervista esclusiva concessa a Fabio Russomando per Diretta.it. L’ex difensore e dirigente rosanero ha riservato parole importanti al Palermo attuale, definendone il mercato «pazzesco, quasi da carro armato» e sottolineando la crescita strutturale del club.
Rinaudo parte dalle proprie origini. Nato a Brancaccio, è cresciuto giocando per strada tra il suo quartiere e la Kalsa, dove il padre ha avuto per oltre vent’anni un’attività.
«La realtà è che giocavo soltanto per strada. All’epoca non c’erano tanti campi e, a dire la verità, non ce ne sono tantissimi nemmeno oggi. Sono nato a Brancaccio, dove ancora vive la mia famiglia. Mio padre, invece, ha avuto per più di vent’anni un’attività alla Kalsa. Quindi vivevo le mie giornate tra questi due quartieri. È lì che sono cresciuto e che ho cominciato a giocare a calcio».
Rinaudo: «Cerco un progetto che mi stimoli»
Dopo le esperienze dirigenziali, Rinaudo è oggi in attesa di una nuova opportunità. Nel frattempo continua ad aggiornarsi, lavorando con gli scout, studiando l’inglese e sviluppando il proprio database.
A Fabio Russomando per Diretta.it spiega di volere un progetto nel quale poter ricostruire, condividendo con la proprietà visione, aspettative ed esigenze, assumendosi responsabilità precise. Rinaudo cerca una realtà con passione e nella quale possa portare nuova energia e il proprio modo di lavorare.
Sul ruolo moderno del direttore sportivo sottolinea l’importanza di videoanalisi, statistiche e dati fisici, senza però dimenticare l’occhio e la sensibilità del dirigente. Ci sono aspetti, come il carattere di un calciatore, che secondo Rinaudo non possono essere misurati soltanto attraverso gli algoritmi.
Tra i giocatori che lo hanno impressionato particolarmente indica Malen della Roma, descritto come un calciatore moderno, dinamico, tecnico e intelligente.
«Palermo, mercato pazzesco: quasi da carro armato»
Il passaggio più significativo in chiave rosanero arriva parlando della Serie B. Rinaudo non nasconde la propria considerazione per la squadra costruita dal Palermo:
«Il Palermo ha fatto un mercato pazzesco, quasi da carro armato. Ha preso giocatori importanti, esperti, di nome e che hanno già vinto. Questo dimostra quanto il City Football Group abbia investito in questi anni, mettendoci risorse, faccia e credibilità. Oggi è una società molto più strutturata e credo che, se dovesse riuscire a conquistare la Serie A, cosa che gli auguro, sarebbe già pronta per la massima serie».
L’ex direttore sportivo rosanero evidenzia anche il lavoro svolto dall’amministratore delegato Giovanni Gardini sul piano organizzativo e infrastrutturale, sostenendo che oggi il Palermo, sotto questo aspetto, non abbia nulla da invidiare ad altre società di Serie A.
Rinaudo torna sulla sua esperienza da ds del Palermo
Nell’intervista a Fabio Russomando per Diretta.it, Rinaudo ripercorre anche il proprio lavoro da direttore sportivo del Palermo nell’era City Football Group.
Ricorda di essere arrivato con una squadra appena promossa dalla Serie C e con la salvezza come obiettivo. In quella stagione il Palermo terminò a pari punti con la Reggina di Inzaghi, che raggiunse i playoff.
L’anno successivo l’obiettivo era invece provare a centrare gli spareggi promozione e i rosanero arrivarono fino alla semifinale contro il Venezia, poi promosso in Serie A.
«Spesso questo viene dimenticato, ma credo sia stato fatto un lavoro straordinario, raggiungendo certi risultati con investimenti decisamente inferiori rispetto a quelli successivi. Per questo non cambierei quasi nulla».
«Sognavo di giocare con il Palermo in Serie A»
Il legame con i colori rosanero emerge anche quando Rinaudo torna alla propria infanzia. Il suo sogno era diventare un calciatore per aiutare la famiglia e restituire ai genitori quanto ricevuto attraverso i loro sacrifici.
Ma c’era anche un altro desiderio: giocare con il Palermo in Serie A. Un obiettivo poi raggiunto, insieme alla possibilità di rappresentare la squadra della propria città anche in Coppa UEFA, competizione nella quale ricorda di aver realizzato una doppietta.
Rinaudo racconta però a Fabio Russomando per Diretta.it di non essersi mai sentito appagato. Quella stessa fame lo accompagna oggi nella carriera dirigenziale: vuole continuare a migliorare e trovare un nuovo progetto che gli permetta di raggiungere un altro traguardo.
