Corriere dello Sport: “Bani: «Palermo, sono venuto qui per vincere e andare in Serie A»”
Mattia Bani, capitano del Palermo, si racconta in esclusiva a Paolo Vannini per il Corriere dello Sport dopo la vittoria contro la Juve Stabia nella prima giornata di campionato. Dal rapporto con Perin all’esperienza maturata in carriera, passando per il significato della fascia, la forza del City Football Group e soprattutto l’obiettivo Serie A.
Nato a Borgo San Lorenzo e cresciuto a Rufina, Bani parte dal suo legame con la Toscana e da una curiosità: non ha mai vestito la maglia della Fiorentina. «Vero, e non so darmi un perché. Ho cominciato nel mio paese poi coi viola ho fatto anche un provino, ma assieme ai miei genitori la scelta fu di andare nel settore giovanile del Genoa».
Un percorso che ricorda quello di Andrea Barzagli. «Ci ho giocato anche contro quando era nella Juventus, siamo amici ma non mi è capitato di parlare di questo. Vuol dire che Palermo ha un destino», racconta Bani nell’intervista concessa a Paolo Vannini per il Corriere dello Sport.
Proprio nelle giovanili del Genoa il difensore giocò con Mattia Perin, appena arrivato al Palermo: «Sono felicissimo di ritrovarlo oggi in rosanero. Un acquisto che la dice lunga sui propositi della società. Quella era una squadra piena di talenti, che aveva vinto il titolo di categoria. Allenatore Ivan Juric».
Tra gli allenatori che hanno maggiormente inciso sulla sua carriera c’è Sinisa Mihajlovic: «L’ho avuto a Bologna, eccezionale. Espressivo e sincero, soprattutto per noi difensori i suoi insegnamenti sono stati unici; ero giovane, mi ha aiutato tanto, aumentando la mia autostima».
Bani e la lezione della Serie B
Nell’intervista al Corriere dello Sport, Bani torna anche sulla promozione conquistata con il Genoa e sulle difficoltà incontrate nonostante una rosa di altissimo livello. Un’esperienza che oggi rappresenta un insegnamento prezioso per il Palermo.
«Da quando sono arrivato spiego che se la A è “leggibile” in B non funziona così. È una lotta senza esclusione di colpi, ogni giornata accadono sorprese ed è inutile fare progetti a lungo termine. Dirò una banalità: è molto importante la continuità».
Il Palermo può però contare su un vantaggio importante: «La capacità di mantenere un equilibrio interno. Organico a parte partiamo con un bel vantaggio, il livello di conoscenza che abbiamo dopo un anno con Inzaghi. Anche se adesso abbiamo cambiato modo di giocare con la difesa a 4, abbiamo lo stesso staff e il gruppo portante è quello dello scorso campionato».
Bani invita quindi a non farsi condizionare dalle partenze negative delle concorrenti: «Chi scende dalla A è sempre un passo avanti come bagaglio di esperienza, il Venezia nella scorsa stagione ad ottobre era 6° poi ha fatto il vuoto».
«Sono venuto a Palermo per vincere»
Il capitano parla poi del significato della fascia rosanero: «Grande riconoscimento, il mister mi ha nominato che avevo fatto solo 10 partite con questa maglia. Ed enorme senso di responsabilità. Ma la fascia non ha mai cambiato il mio modo di essere; a Genova accadde la stessa cosa. Però qui c’è qualcosa in più».
Ed è proprio parlando di Palermo che arrivano le parole più significative dell’intervista di Paolo Vannini: «Io prima di Palermo non avevo mai giocato al Sud; questo modo di vivere il calcio, simile ma non uguale a Genova, è proprio l’emozione che volevo provare professionalmente quando il club mi ha chiamato».
L’obiettivo non viene nascosto: «Io sono venuto in rosa esattamente per quell’obiettivo. Per vincere, per andare in Serie A, facile o difficile da raggiungere che sia».
Bani sottolinea anche il rapporto con la città: «Il calore delle persone che qui si tocca ogni giorno con mano, aumenta il mio desiderio. Al calciatore arriva questa voglia della città di fare stare bene un “non palermitano”. E tu senti il dovere di ripagare l’affetto con le prestazioni in campo».
City e Arezzo
Il capitano evidenzia infine la solidità del progetto societario: «La forza del City è la credibilità del progetto: non parlo solo del mercato ma del centro sportivo, dell’investimento sullo stadio e soprattutto della tournée in Australia assieme a Inter, Milan e Juventus. Una sensazione fantastica, non è normale che una società di B sia messa al pari dei top club storici italiani».
Adesso, però, bisogna pensare al campo e alla trasferta contro l’Arezzo. Bani non sottovaluta le difficoltà: «Dove da 19 anni aspettano di giocare la B e saranno carichi a palla. Però siamo una squadra esperta che conosce certi tranelli. Questi sono i test che dobbiamo passare per dimostrarci grandi».
