Ritiro Palermo, parla Cassandro: «Inzaghi mi ha convinto subito. Bani è un leader»

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Tommaso Cassandro si presenta ai tifosi del Palermo con idee chiare e grande entusiasmo. Il nuovo esterno rosanero, intervenuto in conferenza stampa dal ritiro di Santa Cristina in Val Gardena, ha raccontato le emozioni dell’arrivo in Sicilia, gli obiettivi personali e il rapporto con Filippo Inzaghi.

Il difensore ha svelato di essersi confrontato con diversi ex rosanero prima del trasferimento: «Quando è uscita la possibilità Palermo ho fatto qualche telefonata. Pigliacelli, Di Francesco e Ceccaroni mi hanno parlato tutti molto bene dell’ambiente, delle strutture, dell’organizzazione del City Football Group e della società. È stata una scelta facile. Ringrazio anche Inzaghi, che avevo avuto a Bologna quando era allenatore. Spero di ripagare la fiducia che mi hanno dato».


Parole di grande stima anche per il capitano Mattia Bani: «Lo avevo conosciuto a Bologna quando lui era in prima squadra e io nella Primavera. È sempre stato uno dei primi ad aiutarmi. Ritrovarlo qui è un piacere. È un leader e ha una grande capacità di trascinare i compagni».

Cassandro ha parlato anche del proprio carattere: «Cerco di essere una persona solare. Fuori dal campo bisogna scherzare e creare un bel rapporto con compagni, staff e dirigenza perché un ambiente sereno aiuta tutti. Poi, quando si entra in campo, non si scherza più: si lavora e si dà il massimo».

Ripercorrendo la carriera, il terzino ha indicato i momenti più significativi: «La gioia più grande è stata la vittoria del campionato con il Como, insieme all’esordio in Serie A con il Lecce. Il dispiacere è non essere riuscito ad affermarmi subito in Serie A, ma è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere».

Infine le prime indicazioni ricevute da Filippo Inzaghi: «Il mister vuole giocare con la difesa a quattro. Ci chiede tanta aggressività, una linea difensiva alta e il coraggio di affrontare sempre gli avversari a viso aperto. Stiamo assimilando i suoi concetti e vogliamo arrivare pronti all’inizio del campionato».

In chiusura, anche una curiosità sulla sua abitudine di camminare scalzo al termine degli allenamenti: «È una pratica che ho iniziato quando ero al Como. Si chiama “grounding”, la stanno utilizzando molto anche all’estero. Mi rilassa e per questo continuo a farla».